CUCINA TRADIZIONALE

Gli Stufati… lo Slow Food Campano

Stufati di Teggiano - Foto di Salvatore Gasparro

Gli Stufati, il piatto delle Feste

Si dice ”Aglio & Olio” ed è subito festa. Pensiamo ad una cenetta a due con un po’ di piccante.
magari a cucinarla è lui! O alla spaghettata di mezzanotte con gli amici. La giusta ricompensa per una band che si è esibita in un locale e si riunisce a notte fonda.
Ma non avrei mai potuto immaginare che nel Vallo di Diano, questo piatto fosse tradizionalmente preparato nei giorni di Festa.

Stufati di Teggiano - Foto di Salvatore Gasparro

Stufati di Teggiano – Foto di Salvatore Gasparro

 

Esattamente, alla Vigilia, in quel di Teggiano si preparano Gli Stufati. Per la precisione, uno spaghetto AOP Special.
Oggi è tra i 6 prodotti tipici del Vallo di Diano che vanno ad arricchire l’elenco dei Prodotti Tradizionali della Campania. Grazie all’iniziativa per la valorizzazione dei prodotti tradizionali, intrapresa dal Codacons Vallo di Diano.

Stufati di Teggiano - Foto di Salvatore Gasparro

Stufati di Teggiano – Foto di Salvatore Gasparro

 

Ingredienti

Secondo i Precetti, alla Vigilia non si poteva consumare carne. Tra l’altro, questo piatto vanta un’esistenza almeno centenaria.
è così che con gli ingredienti più poveri, che magari si avevano in casa, nasceva questo piatto.

-Spaghetti

-Olio extravergine d’oliva, locale ovviamente

-Uvetta, quella da vino restante dalla vendemmia e messa a seccare in maniera naturale. Sia bianca che nera.

-Aglio

-Alici sotto sale,

-Mollica sbriciolata.

Ma vediamo come si prepara…

il braciere

Il Procedimento della tradizione

Cuocete gli spaghetti in acqua salata e toglieteli dal fuoco molto al dente. Nel frattempo, scaldate uno spicchio d’aglio e un po’ di peperoncino in due cucchiai di olio.

Preparate una salsina facendo cuocere leggermente e a fuoco basso le alici spezzettate, la mollica sbriciolata e l’uva passa nell’olio d’oliva.

Eliminate l’aglio e aggiungete un pò di acqua di cottura.

Se preferite i capperi alle alici, mettetene a bagno una manciata, frullate e aggiungete al sugo.

Quando l’uvetta sarà dorata e il tutto amalgamato bene, cominciate a creare gli strati in un ampio tegame.

Alternate gli spaghetti, il resto degli ingredienti e la salsina.

Riempito il tegame, si termina il condimento con un’abbondante copertura di mollica ed un generoso filo di olio di oliva.

Un tempo, il tegame veniva coperto e posto sulla brace del focolare.

Sul coperchio, venivano posti ancora cenere e carbone, come a ricreare una stufa, che nel frattempo, magari, riscaldava anche l’ambiente.

Cuocevano molto lentamente. Venivano lasciati Stufare, ecco perchè il nome ”Stufati”.

Oggi, si preferisce ultimare la cottura al forno, per creare una bella crosticina in superficie. Ma vi assicuro che terminando la cottura in un tegame coperto, sul fuoco basso, potete onorare ugualmente la tradizione.

Magari un bel tegame di coccio, da servire direttamente in tavola ai commensali.

Ringraziamo gli abitanti di Teggiano per le foto e i suggerimenti!

 

Buon Appetito e Buone Feste!

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

Gli Stufati… lo Slow Food Campano ultima modifica: 2017-12-19T08:03:51+00:00 da Erika V Mogavero

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