CUCINA TRADIZIONALE

Il cachi: un nocerino dagli occhi a mandorla!

Loto dai mille pregi…

In Oriente, il Cachi è considerato ”Sole rosso d’Inverno”, per le sue innumerevoli proprietà benefiche. Ed è proprio da lì che viene, dove è utilizzato da più di 2000 anni. Tra l’altro è l’unico sopravvissuto rimasto invariato dalla tragedia di Chernobyl.
Solo nel XIX sec. si è insediato nel nostro territorio, adattandosi perfettamente al clima Mediterraneo.
In un secondo momento, si è diffuso dall’Agro Nocerino Sarnese in altre parti d’Italia, in particolar modo nell’ Emilia. Il cachi vaniglia è il cachi campano per eccellenza. Questo tipo di frutto può essere consumato sempre, ad ogni grado di maturazione. è possibile addentarlo appena colto dall’albero, ancora duro, e quando arriva a maturazione inoltrata.

Gli altri tipi di cachi, come il caco mela, da acerbo non sono consumabili. L’eccessiva presenza di tannini non lo rende amabile, come per il tipico vino campano, bensì allappante al palato.
Una delle più antiche piante da frutto coltivate dall’uomo. Il nome più conosciuto al Nord, Diospiro, richiama il nome originario di Diospyros kaki , ”il pane degli dei”.

I Romani riconoscevano a quest’albero sette virtù, allo stesso modo del popolo orientale. Un albero da frutto longevo, la sua chioma da’ una grande ombra agli uomini e riparo agli uccelli. Immune all’attacco dei parassiti, è decorativo fino alle stagioni più fredde e il suo legno è ottimo per il fuoco. Infine, la caduta dell’abbondante fogliame fornisce ricche sostanze concimanti.
Il cachi è ricco di potassio, acido folico, vitamina C, antiossidanti e alto contenuto di zuccheri naturali.

semi di cachi

semi di cachi

Il Meteo nei semi

Sapevate che la tradizione contadina prevedeva l’andazzo dell’Inverno ”leggendo” i semi dei cachi? Pare che aprendo a metà i noccioli del frutto arancione, si possano scovare delle piccole posate.

Se il germoglio è a cucchiaio, l’Inverno sarà molto nevoso, precipitazioni a ”palate”. Se il germoglio nel seme è a forma di forchetta, l’Inverno sarà mite. E infine, se vi si presenta un germoglio a coltello, il clima sarà molto freddo e ”tagliente”.

Dolce o salato?

Oggi la ricettina non sarà una sola. Scopriamo la versatilità in cucina di questo frutto. Il cachi si presta come dessert naturale. Può essere consumato a fine pasto, anche semplicemente scavando la polpa con un cucchiaino. Addolcisce facilmente un tetro Autunno e una giornata che si accorcia. Ma a noi piacciono assai le ricette in agrodolce e sappiamo che vi stupiremo!

dessert con i cachi

Caco sott’olio

Questa ricetta è semplice, ma un po’ lunga. Prima di lavorare il frutto, dovrete sterilizzare i barattoli di vetro in una pentola d’acqua bollente foderata con dei canovacci da cucina puliti.
Scolare i barattoli con una pinza, facendo attenzione a non scottarvi. Lasciar raffreddare e passare ai cachini. Lavare bene, sbucciare e privare dei noccioli. Tagliare a fettine sottili.
Nel frattempo, unire in una pentola 500 ml di aceto di mela, 200 ml di olio EVO, 100 g di zucchero semolato, 5 g di sale, 1 spicchio d’aglio e 1 foglia d’alloro e portare a bollore.

Scottare i frutti per circa tre minuti e scolare in una ciotola. Una volta terminato questo procedimento, coprite le fettine con la restante salamoia e lasciate macerare 24 ore.
A questo punto, potrete creare le conserve schiacciando e ricoprendo bene di olio le fettine di cachi nei vasetti. Così potrete gustare questo frutto anche oltre la stagione autunnale.

cachi. frutta autunnale.

cachi. frutta autunnale.

 

Insalata di cachi grigliati

Se non volete procedere con questa lunga operazione, ma provare ugualmente il caco in una ricetta salata, vi consigliamo di grigliare le fettine 3 minuti per lato e unirle all’insalata. Ottimo con un mazzetto di rucola, qualche gheriglio di noce, insalata riccia, valerianella e un po’ di limone. Potrete far macerare il frutto grigliato precedentemente con un un po’ d’olio, aceto di mele, aglio e peperoncino.

Sorbetto

Lavare e sbucciare 1 kg di cachi. Tagliare a cubetti, che farete congelare separati in sacchetti, per qualche ora. Frullare 150 g di zucchero a velo e aggiungere poco alla volta i cubetti di frutta, che avrete cacciato dal freezer 15 minuti prima. Servire accanto ad una golosa torta della nonna o con una colata di cioccolato fondente fuso a bagnomaria.

Decotto

Non buttate le foglie e il picciolo del cachi, soprattutto se avete la fortuna di avere frutti biologici. Mettete in infusione in una tazza d’acqua e bevetelo tutte le mattine, per rafforzare il sistema immunitario.

Insomma, approfittiamo finchè siamo in tempo. La raccolta si conclude a fine mese e potremo goderne sino all’inizio dell’Inverno!

N.B. Le ricette di questo articolo sono state scovate in web.

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

Il cachi: un nocerino dagli occhi a mandorla! ultima modifica: 2017-11-14T07:47:53+00:00 da Erika V Mogavero

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