CURIOSITÀ

Janare: le donne misteriose di Conca de Marini

Alberi a forma di Donna - Janare

Credevamo che le cosiddette ”janare” fossero figure oscure legate solo alla zona del beneventano.
Invece siamo nel salernitano, nella magica cornice della Costiera Amalfitana. A due passi dalla Repubblica Marinara di Amalfi.

Janara

Janara

Janare, streghe di Conca de Marini 

Conca dei Marini è un’antica colonia romana. Patrimonio dell’Umanità dal ’97, come il resto della Costiera.
Le leggende sulle Janare a Conca de Marini hanno prolificato. Borgo di marinai da sempre, le donne del paese della Costiera hanno sofferto di malinconia e mancanza in tutti i tempi e il perché è presto detto. Gli uomini solcavano i mari per lungo tempo e le mogli sofferenti restavano a casa in attesa di notizie portate da lontano sulle ali del vento.
L’origine del nome ”Janara” pare venga da ”Dianara”, cioè seguace di Diana. Non si tratta, infatti, di spiriti maligni, ma semplicemente legati alla Natura.
Sono creature che sentono il dolore delle donne, la nostalgia e la solitudine. Una qualità tra l’altro che accomuna spesso le donne è proprio quella di creare una rete empatica che le collega l’una all’altra. Si tramanda che le Janare portassero notizie dei loro cari lontani, persino da oltre oceano. Viaggiando sulle ali del vento.

scopa in saggina sull’uscio

La realtà che supera la fantasia

Le voci leggendarie che viaggiavano di bocca in bocca, probabilmente parlavano in realtà delle donne del paese che si riunivano nella loro tristezza. Lasciate sole dai loro mariti, con abiti dismessi o magari vestite ”a lutto”. Magari vestite solo di lunghi abiti da notte e coperte dalle ombre della sera.
Queste anime in pena si riunivano nel loro dolore e potevano facilmente essere scambiate per delle streghe. 

Si rifugiavano sugli alberi, perché l’altezza permetteva loro di guardare più lontano all’orizzonte. Che i veri spiriti delle janare si impossessassero delle donne e si nutrissero del loro dolore, questo solo le vittime possono saperlo.
Pare che i malcapitati, tornati finalmente a casa all’alba, venissero attirati nelle grinfie d’amore. E poi sacrificati al mare e alla Natura.

Le Janare

Le Janare

 

Leggende che si incrociano 

Come sempre in questi casi, realtà, leggenda e fantasia si mescolano al punto da far perdere traccia dell’origine di tali credenze.
Ma sicuramente, a Salerno, usanza vuole che le porte di casa siano munite di una scopetta di saggina per scacciare questi spiritelli e ogni negatività. Infatti il suono della parola “Janara” può essere legato al termine ”Ianua” che in latino vuol dire proprio porta.
Ogni volta che entra un ospite, spazzate tre volte da sinistra a destra. Per sicurezza, poi, munite un angolo dell’ingresso di un sacchetto aperto ripieno di sale. La strega, costretta a contare i fili della scopa, o i grani di sale, indugerà fino al sorgere del sole, la cui vista non potrà sopportare.

Ma questo, se siete di Conca dei Marini, senz’altro l’avrete già fatto!

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

Janare: le donne misteriose di Conca de Marini ultima modifica: 2018-01-11T10:11:07+00:00 da Erika V Mogavero

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