CURIOSITÀ

Margherita di Durazzo: la regina napoletana che amava Salerno

Le figure femminili, spesso, non risaltano nella storia e cadono nell’oblio. Salerno, però, può vantare la presenza e il devoto amore di molte donne che si sono succedute nelle varie epoche. Una di queste è Margherita di Durazzo.

Margherita di Durazzo: la luce del buio di Napoli

Nata nel 1347 a Napoli, sposò suo cugino Carlo d’Angiò, diventando la sovrana consorte. Nonostante il matrimonio, era lei ad avere più diritti del marito sulla pretesa al trono, appartenendo alla linea ereditaria di Giovanna. Il marito Carlo, spinto da animo conquistatore, rivendicò il trono d’Ungheria ma cadde prigioniero della moglie del defunto re.
Dopo la morte del marito, fu Margherita a costituire l’ago della bilancia per salvare l’eredità paterna del figlio Ladislao. La sua reggenza, infatti, condusse il regno di Napoli in un periodo molto oscuro, costituendo una luce di salvezza. Quando, tuttavia, Luigi II divenne re, dopo l’assedio a Castel dell’Ovo, la regina scappò con i suoi figli a Gaeta. La sua tenacia, non venne meno e riuscì a ostacolare Luigi. Il figlio Ladislao riuscì infatti a riconquistare Napoli.
Appagata dalla vittoria di Ladislao, Margherita si ritirò nella città che forse aveva amato più di Napoli: Salerno.

Duomo di Salerno

Duomo di Salerno

Il rifugio di Margherita

Dopo aver passato la vita a combattere contro le angherie e gli attacchi di reali nemici, Margherita avvertì il bisogno di rifugiarsi da qualche parte. Praticante devota, quando giunge a Salerno trova tutto ciò di cui aveva bisogno: pace e raccoglimento spirituale.
Salerno le offriva, dunque, tutto ciò che non si era potuta godere nella vita. Risiedeva nel palazzo dove oggi c’è il Museo archeologico provinciale. Nel 1412, pochi mesi prima della sua morte, assegnò alla cappella di S. Giovanni Battista il feudo di Saragnano. Morì di peste nel 1412 ad Acquamela.

Museo archeologico

Museo archeologico

 

Il regalo del figlio Ladislao

Per omaggiare sua madre, Ladislao fece erigere un sepolcro funebre nel Duomo di Salerno. Completamente bianco, fu realizzato poco dopo la sua morte da Antonio Baboccio di Piperno. L’opera raffigura Margherita in un saio bianco sopra. Sotto, invece, Margherita si trova a mostrare le sue due vite. Da un lato, infatti, da donna forte e risoluta, si trova con le sue dame di corte, dall’altro, invece, con le clarisse.
La tomba si trova nella navata sinistra del Duomo, dove Margherita, da donna forte, moglie fedele e madre devota, riposa.

Elena Morrone

Autore: Elena Morrone

Elena Morrone, nata nel 1995 a Salerno, ha frequentato il Liceo Classico di Salerno Torquato Tasso, dove ha diretto il giornalino scolastico Kaos. Dopo essersi diplomata si è iscritta all’Università di Salerno alla facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Ha collaborato con numerosi giornali online, occupandosi di vari settori, dal cinema alla politica.
Il suo hobby preferito, vedere film e serie tv, si è trasposto anche nella partecipazione per sei anni consecutivi al Giffoni Film Festival come giurata. Si interessa molto di cultura orientale, praticando anche yoga e leggendo libri a riguardo.

Margherita di Durazzo: la regina napoletana che amava Salerno ultima modifica: 2017-11-13T09:38:43+00:00 da Elena Morrone

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