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Lo Stadio Vestuti: il primo amore non si scorda mai

Stadio Vestuti

Dal 1931 al 1990. Le generazioni salernitane si sono susseguite, le cose spesso sono cambiate, tutte tranne il punto di ritrovo nel weekend calcistico. A Piazza Casalbore lo Stadio Vestuti accoglieva sempre 9000 cuori pulsanti, alimentati dalla passione per il colore granata.
Lo Stadio Vestuti è stato il palco di partite epiche di un calcio che fu, e per 59 anni è stato la casa dei salernitani.

Stadio Vestuti

La Storia

Il Vestuti sorge nel pieno centro della città, e fu costruito nel 1931 per volere del regime fascista. Infatti il nome originario era “Stadio Littorio”.
L’inaugurazione avvenne quello stesso anno, nonostante fosse stato costruito soltanto il terreno di gioco. Allora la Salernitana si vestiva di bianco e celeste, e sconfisse 4-1 il Vomero nella prima gara del girone di ritorno del campionato.
L’esordio della Salernitana in granata avvenne nel 1944, quando il regime fascista ormai era caduto e lo stadio prese il semplice nome di Stadio Comunale. La questione nome tornò prepotente nel 1952, quando i cronisti si riferivano all’impianto come “Stadio Casalbore”, in onore del giornalista morto nella tragedia di Superga.
Il Comune risolse poi definitivamente la questione intitolando lo stadio a Donato Vestuti e la piazza antistante a Renato Casalbore. Donato Vestuti fu il primo, nel 1913, a creare una squadra di calcio a Salerno.

Stadio Vestuti

Una grande casa

Anni di storia gloriosa, d’amore e di weekend trascorsi in turbinii di emozioni. Lo Stadio Vestuti non ha ospitato però solo la Salernitana. Molte delle società salernitane di atletica, rugby, baseball e calcio hanno calcato quel prato.
Il Vestuti è stato protagonista anche di un film di Nanni Loy, Le quattro giornate di Napoli. Fu scelto per la somiglianza con lo stadio del Vomero, luogo in cui i fascisti tedeschi “rastrellarono” i napoletani. Ed è stato anche una casa per gli sfollati del terremoto in Irpinia nel 1980.
L’ultima partita giocata al Vestuti dalla Salernitana fu quella della promozione in Serie B contro il Taranto nel campionato del 1989-1990. Non ci fu miglior modo per trasferirsi al nuovo Stadio Arechi, salutando quello che per decenni è stato la casa di tutti i salernitani.

Marco Fummo

Autore: Marco Fummo

Nato a Salerno nella primavera del 1991, dopo un’infanzia spensierata si appassiona irrimediabilmente al mondo della letteratura e della scrittura, del cinema, delle serie TV e dello sport. Diplomato al Liceo Classico De Sanctis, laureato in Editoria e Pubblicistica all’Università di Salerno e laureando in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni all’Università di Urbino, ha scritto per svariati giornali online occupandosi principalmente di cinema, serie TV e sport.
Ha nel Giffoni Film Festival una sua seconda casa, dove è stato giurato per circa 10 anni e nell’ultima edizione ha fatto parte dello staff.

Lo Stadio Vestuti: il primo amore non si scorda mai ultima modifica: 2017-12-13T09:07:51+00:00 da Marco Fummo

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