INTERVISTE

Bif, il cantautore di Salerno che sperimenta se stesso

Bif - Il cantautore in una foto artistica

La città di Salerno è sempre stata attraversata da una certa creatività, che si è espressa nelle forme d’arte più svariate. Dall’antica Elvira Notari, la prima regista donna, allo scrittore di oggi Manlio Castagna, al collettivo Bauhaus, l’estro creativo è appartenuto da sempre a noi salernitani. Specialmente, ai più giovani. Come non citare Hale, Lamin Ceesay, Rocco Hunt, Jacob – ora Arvo -. A questo elenco, si aggiunge un altro cantautore: Bif.

Alla scoperta di Stefano: non solo musica

Importante, per capire la musica di Bif, è tentare di comprendere la passione che fa confluire in ciò che fa. Diplomato al Liceo Scientifico Da Procida, ha intrapreso gli studi di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. La sua laurea l’ha portato ad occuparsi di fondi europei a livello lavorativo e ad impegnarsi a livello politico. Ma ciò non basta a saziare la curiosità di Stefano: si iscrive ad associazioni come Arcan, Rotaract Campus Salerno, Rete dei Giovani per Salerno e Circolo Arci Marea. Il filo rosso che lo conduce alla musica è proprio la sua voglia di mettersi in gioco, di approfondire ogni suo interesse e di dare il massimo in ciò che fa.

Bif suona la chitarra davanti ad un paesaggio

Bif: sperimentarsi con successo

Stefano Bifulco, nome d’arte Bif, è un cantautore salernitano. Prima di muovere i primi passi come Bif, però, la sua storia era già costellata di piccoli successi e grandi soddisfazioni. A 16 anni, infatti, ha dato vita ad un gruppo, i Drunky Lovers, e ci ha creduto fino in fondo. La sua determinazione, infatti, li ha portati a Casa Sanremo, per decretare definitivamente il loro successo. Non tutti, infatti, riescono a concretizzare un sogno, specialmente se musicale. Dal 2012, Stefano ha scelto di sperimentarsi, di esperire tutte le sue innumerevoli potenzialità. Inizia a studiare canto, accompagnato da Germano Parisi, e scopre le sue capacità compositive grazie a Francesco Di Bella. Ed è proprio in questo contesto così pieno di ispirazione e stimoli che si viene, pian piano, a delineare l’idea de La Stanza.

Bif con la chitarra appoggiato ad un muro

La Stanza di Bif

Il 5 gennaio del 2019 è una data importante per Bif. Esce il suo primo album, prodotto dall’etichetta Luma Records. La Stanza è il filo rosso che collega due aspetti di Bif, quello romantico e quello politico, in una simbiosi armonica e perfetta. Gli otto brani, Venti clandestini, Resto, Amore indipendente, Uomini di mare, Caro diario, Nella mia testa, Chi troppo pensa e La stanza, sembrano rappresentare ogni sfaccettatura dell’animo di Bif. Dall’idea di un amore, alla politica, all’uguaglianza, ai problemi locali. La Stanza va ascoltata con il cuore.

Bif - La copertina dell'album La Stanza

A  tu per tu con Bif

Quando, dove e come è nata l’idea de La stanza?

L’idea di un album nasce sicuramente durante il corso di songwriting con Francesco Di Bella e dall’incontro con altri artisti del territorio. Ho iniziato ad accumulare brani e nuovi stimoli, a registrare demo e poi le cose hanno seguito, credo, il loro naturale corso. L’idea del titolo invece è stata a decantare per un po’. Per mesi non abbiamo saputo come intitolare il disco, sino ad un pomeriggio durante il quale, riflettendo con Mario e Lucio di Luma records, ci siamo soffermati sul fatto che l’idea di intimità del disco, sottolineata anche dalle modalità di recording, ricalcavano un po’ il modo in cui ho scritto le canzoni, spesso all’interno di una stanza nel Cilento. Ecco quindi che nasce anche il titolo del disco, La stanza, che poco ha a che vedere con la canzone

Nella scrittura dell’album, a quali cantautori ti sei ispirato?

Tra gli italiani, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Brunori Sas; tra gli internazionali, Damien Rice, Bon Iver e Stu Larsen.

Bif, dovendone scegliere solo uno, con chi scriveresti una canzone?

Mi metti in difficoltà, ma credo sceglierei Fabi per la scrittura e Stu Larsen per un live congiunto.

La canzone Resto sembra essere un grido disperato rivolto a coloro che se ne vanno da Salerno. Credi di essere, un giorno, uno di loro?

Lo è. Anni fa ho scelto di tornare a Salerno e di provare a restare con tutte le mie forze, avendo quantomeno un tetto sopra la testa. Purtroppo da qui parte tutto il capitale umano migliore, è come se stessimo praticamente una lenta eutanasia ad un nostro caro. Resto è frutto di questa decisione, della risposta che ci si dà continuamente ad una pulsione costante. E’ una città che sembra spingerti via, purtroppo. Per questo, se ti dicessi che non ho un plan B, ti direi una bugia: anzi, ho un plan B ed un plan C.

Bif - Un primo piano di Bif

In Amore indipendente, invece, sembri voler trasmettere l’idea di un nuovo amore, libero ma in compagnia, fuori dai soliti canoni tradizionali. Tu l’hai trovato? E che consiglio daresti a chi non l’ha mai provato e lo sta cercando?

In realtà è una canzone che cammina su un doppio binario. E’ una riflessione che è scaturita da una questione politica che mi ha sempre affascinato: indipendenza e identità nazionale, due concetti molto particolari e dalla forma non sempre definita. Alla fine, oggi, ciò che più si avvicina al concetto di identità nazionale è la relazione che si instaura tra due persone, sempre indipendente, sempre peculiare perchè ha infinite sfaccettature. Si, per il momento credo di aver trovato un’identità nazionale.

Nel tuo album, in generale, nomini problemi della città di Salerno. Credi che La stanza potrà mettere un piccolo tassello per risolverli?

In particolare Salerno “entra nella stanza” attraverso il tema dell’emigrazione, che si può risolvere solo con un nuovo modello di politica e di sviluppo della città. Se avessimo più spazio per suonare avremmo sicuramente un canale in più per diffondere messaggi positivi, costruttivi e stimolanti. E’ una cosa che manca come il pane e non ascrivibile solo alla musica… trap e sto: proprio per questa mancanza di messaggi positivi, costruttivi, stimolanti di cui sopra, tutto si appiattisce sulla trap, ci basta quello, il suono vuoto. per questo, trap e sto… pensi che questo ragionamento non possa applicarsi anche alla politica?

Elena Morrone

Autore: Elena Morrone

Elena Morrone, nata nel 1995 a Salerno, ha frequentato il Liceo Classico di Salerno Torquato Tasso, dove ha diretto il giornalino scolastico Kaos. Dopo essersi diplomata si è iscritta all’Università di Salerno alla facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Ora sta proseguendo gli studi presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, con il corso magistrale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa. Ha collaborato con numerosi giornali online, occupandosi di vari settori, dal cinema alla politica.
Il suo hobby preferito, vedere film e serie tv, si è trasposto anche nella partecipazione per sette anni consecutivi al Giffoni Film Festival come giurata e, nel 2018, ha partecipato alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia.
Si interessa molto di cultura orientale, praticando anche yoga e leggendo libri a riguardo.

Bif, il cantautore di Salerno che sperimenta se stesso ultima modifica: 2019-04-08T09:00:09+02:00 da Elena Morrone

Commenti

To Top