CONOSCERE SALERNO

Una storia lunga otto secoli: il Cimitero Svizzero

 

Testimonianze lasciate tra le alte mura

Il Cimitero Svizzero è una delle ultime testimonianze delle famiglie Wenner e Schlaepfer. Sulla via che porta da Salerno a Pellezzano notiamo, al di qua del vecchio acquedotto, un enorme portone in ferro.
La modesta scritta in gesso indica senza troppi dettagli il patrimonio storico che vi è nascosto alle spalle. I ricchi imprenditori svizzeri, insediatisi con le loro imprese tessili nella valle dell’Irno, chiamarono a Fratte i gemelli Stefano e Luigi Gasse.
Stefano Gasse, uno dei maestri di architettura neoclassica napoletana, nel 1819 aveva realizzato l’Osservatorio di Capodimonte. A Capezzano, realizzò un vero e proprio quartiere abitativo destinato agli Svizzeri. Questo fu in seguito dotato di un edificio scolastico, di strutture sportive e nel 1871 del Cimitero.

Il passaggio di Wenner

Il potente magnate Federico Alberto Wenner vi fece il suo ultimo viaggio nel 1882, dopo essersi ritirato a vita privata due anni prima. Luogo che purtroppo ad oggi non è visitabile.
Effettivamente, negli ultimi anni il meraviglioso e storico Cimitero Svizzero è stato utilizzato come deposito per le ruspe destinate ai lavori di costruzione sulla Lungo Irno.
Unici momenti per sbirciare in una piccola finestra sul luogo Sacro, l’entrata e l’uscita delle macchine con il loro irriverente rumore.
Per fortuna, pare che i corpi dei defunti siano stati riesumati per essere riportati in Patria prima della distruzione del cimitero.

L’impegno per la memoria storica

La giunta comunale di Pellezzano, nelle figure dell’Assessore alla Cultura Francesco Morra, dell’Onorevole Angelo Tofalo e del Sindaco Pisapia, in collaborazione con il Sindaco di Salerno e varie Associazioni del luogo, come Il Raggio Verde, pare vogliano tenere alta l’attenzione sulla storia di questi luoghi. Una storia lunga otto secoli.

Luogo sacro degli Svizzeri di Pellezzano

Luogo sacro degli Svizzeri di Pellezzano


Oggi il tratto del Fiume Irno conserva l’antico progetto del ”villaggio/fabbrica”. Tra gli scheletri dei poli industriali e le case in cui abitavano le famiglie di dirigenti e dipendenti. I luoghi di culto ed il cimitero riservato alle famiglie svizzere.
Il lavoro si svolge con manifestazioni ed eventi volti a far conoscere la realtà originaria. Mostre fotografiche di piccoli cimeli color seppia, magari appartenenti a collezioni private.

Foto del Cimitero Svizzero, delle Ville nel pieno del loro sfarzo, delle famiglie e dei loro bambini che giocano nei giardini. O ancora con la presentazione di libri intesi a tenere viva la memoria storica, soprattutto per i più giovani.
Parliamo di “La Valle dell’Irno: dalla secolare arte della lana allo startup della moderna industria tessile”. Il testo di Alessia Marone, oggi laureata in Tecnologie e Gestione dell’innovazione.
Un lavoro di informazione e divulgazione che vuole avere uno scopo didattico rivolto soprattutto alle nuove generazioni. Perché possano custodire e trasmettere la memoria dei saperi e delle tradizioni che hanno caratterizzato fortemente il territorio in cui si vive.

Una storia che si confronta non solo col contesto storico Italiano, ma con quello europeo.

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

Una storia lunga otto secoli: il Cimitero Svizzero ultima modifica: 2017-11-08T08:29:42+00:00 da Erika V Mogavero

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