Noi Salernitani

Le quattro fasi estive dell’esemplare salernitano

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Fase 1: la realizzazione

Quando l’animale salernitano si accorge che è arrivato il caldo, sa che deve prepararsi ad essere spavaldo. Dopo un inverno freddo e duro deve essere il primo ad essere abbronzato e scuro. Ma pronto subito non è, così sceglie un compagno di caccia chiamandolo “Fratè!” Insieme hanno un atteggiamento di difesa per non dover subire una resa: sanno che dovranno correre più dei turisti per arrivare a Santa Teresa. E’, infatti alla spiaggia del Lungomare che le creature salernitane iniziano a realizzare. Attorno a loro persone con maniche corte e occhiali da sole, quindi i due esemplari di specie si guardano: il mare è ciò che ci vuole.

L'esemplare salernitano a Santa Teresa

L’esemplare salernitano a Santa Teresa

Fase 2: sondare il territorio

Ma la specie salernitana non si fa prendere impreparata: sa che l’aria sana ed erbosa di Santa Teresa non è sinonimo di spiaggia estesa e che, se solo un piede mette nell’acqua piena di acidità, otto branchie e cinque mani poi avrà. Ma i suoi oggetti da mare non sono ancora pronti, perché con alcuni impedimenti non ha fatto i conti: poco tempo a disposizione o peli troppo lunghi, i nemici arrivano come funghi. La specie salernitano decide di avvicinarsi al mare di soppiatto, senza affrontare un lungo tratto, altrimenti nella Sita muore putrefatto se troppo tardi ha fatto. In una spiaggia nota e vicina si reca, così non troppa energia spreca. Per sondare il territorio e fare il primo bagno nel mare, a Vietri si va ad abbronzare.

L'esemplare salernitano scruta il territorio

L’esemplare salernitano scruta il territorio

Fase 3: la conquista

Quando il primo bagno a giugno ha fatto, l’esemplare salernitano capisce che non è soddisfatto. Il suo terreno di caccia deve essere più vasto, ecco perchè a Vietri non è rimasto. La torretta di Cetara deve essere conquistata. Si è preparato tutto il mese e ora bando alle attese. Per il viaggio si è preparato, con mezzi e altri esemplari si è attrezzato. I mezzi e gli uomini ci sono, la piccola spiaggia di Cetara è invasa dal frastuono. Emigra l’esemplare salernitano e per il mese di luglio si sente come un californiano. Figo perché a Cetara sta e tutto Instagram lo sa. Ma sarà questa la fine della vacanza oltre il confine?

L'esemplare salernitano conquista la torretta

L’esemplare salernitano conquista la torretta

Fase 4: l’emigrazione

A fine luglio l’esemplare salernitano è arrivato, ma né di Cetara né di Vietri si è accontentato. L’animale è all’ultima fase estiva che è sicuramente la più attrattiva. Ad agosto ringalluzzito ed esaltato, forse di superbia ha peccato: prende armi e bagagli e arriva ai suoi nuovi bersagi. L’emigrazione è iniziata e nessuna creatura a Salerno è restata. A Palinuro o a Gallipoli in massa si è spostata la razza salernitana. Come se queste città le caramelle distribuissero con affabilità. Contento è l’animale salernitano ma qualcuno indietro ha lasciato. Chi indietro rimane, infatti, indietro viene lasciato. Debole e ferito, infatti, è l’esemplare salernitano universitario, che, purtroppo, è abbandonato al suo calvario.

Elena Morrone

Autore: Elena Morrone

Elena Morrone, nata nel 1995 a Salerno, ha frequentato il Liceo Classico di Salerno Torquato Tasso, dove ha diretto il giornalino scolastico Kaos. Dopo essersi diplomata si è iscritta all’Università di Salerno alla facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Ha collaborato con numerosi giornali online, occupandosi di vari settori, dal cinema alla politica.
Il suo hobby preferito, vedere film e serie tv, si è trasposto anche nella partecipazione per sei anni consecutivi al Giffoni Film Festival come giurata. Si interessa molto di cultura orientale, praticando anche yoga e leggendo libri a riguardo.

Le quattro fasi estive dell’esemplare salernitano ultima modifica: 2018-06-05T11:38:48+00:00 da Elena Morrone

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