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Forte La Carnale: la torre a difesa della nostra città

Forte La Carnale

Ogni città ha un simbolo, qualcosa che la caratterizza. Quel qualcosa che al solo sguardo dà al cittadino una sensazione di calore, quasi familiare. Salerno ha molti posti unici, tipici, posti che ci appartengono e che ammiriamo come se fossero delle nostre creature. Il Forte La Carnale è uno di questi. Da secoli a protezione della città, un gioiello ormai tutt’uno con il paesaggio cittadino.

Forte La Carnale

Luogo di vedetta e battaglie

Situata nei pressi della foce del fiume Irno, originariamente sorgeva proprio sul mare. Fu costruita intorno al 1569 da Andre di Gaeta, un imprenditore di Coperchia. Come le sue altre torri gemelle ad Angellara e a Vietri, il Forte La Carnale fu eretta a scopo difensivo per impedire le incursioni saracene.
Il nome La Carnale, un po’ sui generis, deriva da una strage che avvenne. Uno scontro molto cruento tra Longobardi e Saraceni proprio in quel luogo nell’872 al Forte. Fu appunto un carnaio, un luogo che si ricoprì di sangue e morte, momenti di estrame violenza che ancora vengono ricordati e dei quali ancora si racconta. Quello fu un episodio che segnò la città indelebilmente e che oggi attraverso scritti storici possiamo solo immaginare.
I salernitani conoscono il Forte La Carnale anche con il nome di Polveriera, perché veniva usata dai Borbone come deposito di munizioni. Caratteristica che non perse neanche dopo l’Unità d’Italia. Qualunque sia stato il suo utilizzo, il Forte la Carnale è sempre stato un elemento di importanza capitale per Salerno.

Vista dal Forte La Carnale

Simbolo cittadino

I fatti storici legati al Forte La Carnale sono molti, dispersi nei secoli ma mai passati inosservati. Tra le vicende che ruotano intorno al Forte una delle più note è quella del pescivendolo della storia salernitana di nome Ippolito di Pàstina. Egli fu molto carismatico al punto da aizare il popolo salernitano contro gli Asburgo a causa delle ingiustizie sociali perpetrate.
Ippolito raggruppò un esercito di soldati popolani usando il Forte come base. Nel 1764 fu fatta tristemente obitorio, punto di raccolta di tutti i cadaveri causati dalla carestia che affliggeva il territorio salernitano.
Oggi, a corto di guerre, munizioni e corpi da conservare, il Forte La Carnale ha il compito simbolico di far da confine. Zona Orientale e Zona Occidentale di Salerno sono immaginariamente separate da quest’antico Forte. Una zona dalla storia intensa che ha dato alla città molti spunti di crescita e molte testimonianze di quella che era la Salerno di una volta, le sue caratteristiche, le battaglie e alcune sfumature di quella che era la civiltà dell’epoca. E a chi decidesse di salirci su non solo può essere spettatore di un panorama fantastico, ma anche approfittare dell’attuale uso del Forte che si è trasformato in un luogo di serate per giovani, ristorante con vista mozzafiato e location per aggregazione di eventi variopinti.

Marco Fummo

Autore: Marco Fummo

Nato a Salerno nella primavera del 1991, dopo un’infanzia spensierata si appassiona irrimediabilmente al mondo della letteratura e della scrittura, del cinema, delle serie TV e dello sport. Diplomato al Liceo Classico De Sanctis, laureato in Editoria e Pubblicistica all’Università di Salerno e laureando in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni all’Università di Urbino, ha scritto per svariati giornali online occupandosi principalmente di cinema, serie TV e sport.
Ha nel Giffoni Film Festival una sua seconda casa, dove è stato giurato per circa 10 anni e nell’ultima edizione ha fatto parte dello staff.

Forte La Carnale: la torre a difesa della nostra città ultima modifica: 2018-02-16T10:25:59+00:00 da Marco Fummo

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