ARTE & CULTURA

Mercato San Severino: l’era del Castello

Il Castello di Mercato San Severino

Principi tra le mura

Uno dei più notevoli esempi di architettura militare dell’Italia meridionale. Oggi possiamo visitarne per lo più i resti, ma intatte sono rimaste le mura.
Tre cinta murarie che si sviluppano concentricamente fino ai piedi della collina. Molto probabilmente formato da un primo nucleo longobardo, un secondo normanno e in fine uno svevo.
La prima cinta muraria conserva ancora in buono stato la cappella e la chiesa, la cisterna e la piazza d’armi. La Piazza d’armi fa infatti parte del nucleo più antico del castello. 
Seguendo il perimetro interno delle mura risultano ben evidenti le piccole torrette. Queste fungevano da installazione delle macchine da guerra e i camminamenti di ronda. Queste conservano ancora i merli originali collocabili tra l’XI e il XII sec.
Il castello è stato sede e strumento difensivo della più importante famiglia del Regno, i Sanseverino.

 

Il Castello di Mercato San Severino

Il Castello di Mercato San Severino

 

Snodo al Rotaticum

In realtà il forte si erge sulla collina denominata il Parco. In una zona che in epoca romana era sede di un pedaggio terrestre, il Rotaticum. Su un nodo che fu cruciale per il commercio, vi è l’antico asse consolare Capua-Regium. La città, dall’originario villaggio di origine conosciuto come Rota, prende successivamente il nome di Mercato.
Il Castello è il fulcro dello sviluppo economico, politico e militare. Recenti scavi sono stati condotti tra il 2001 e il 2006 dal Centro per Archeologia medievale dell’Università degli Studi di Salerno.
Questi hanno rivelato una stratigrafia complessa che ha messo in luce resti di officine metallurgiche. Sistemi per l’uso di macchine da difesa e materiali d’uso quotidiano, come ceramiche e monete. 
Rota fu sin dal X secolo un centro di rilievo per la produzione agricola. I principi proteggevano e ne incoraggiavano i traffici.

 

Il Castello di Mercato San Severino

Il Castello di Mercato San Severino

 

Eccellenze da secoli

Ancora oggi Mercato San Severino è produttore di cipolle, patate, pomodori. Soprattutto, Mercato, sin dalla seconda meta’ del 1200, era uno dei principali luoghi di raccolta e distribuzione dei paesi. Punto di riferimento dell’agro-nocerino sarnese per il mercato di Salerno.
Il vino e il grano erano i più rinomati. 
Fuori mura era ubicato il convento dei domenicani, oggi sede del Comune.
Il collegamento tra Mercato e il Castello era assicurato dall’attuale via Municipio e un sentiero che conduceva alla Torre Mastio. Perfetto per passeggiate nella natura, per i più avventurosi o per chi è accompagnato dal suo amico a 4 zampe. Per scorci romantici, che si affacciano sull’intera piana sottostante.

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

Mercato San Severino: l’era del Castello ultima modifica: 2017-08-16T07:53:29+00:00 da Erika V Mogavero

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