CUCINA TRADIZIONALE

Il Nocino di San Giovanni tra credenze e tradizioni.

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Le Noci di San Giovanni

Avete raccolto le noci verdi nella notte tra il 23 e il 24 giugno?? Benissimo! Anzi, ke avete fatte raccogliere dalla vostra nonna a piedi nudi nella terra, come tradizione comanda? Perché si sa che proprio in quella notte di fine giugno le erbe si caricano di una particolare energia benefica. Artemisia, Verbena, Speronella, Ruta e Iperico, chiamato anche erba di San Giovanni o caccia diavoli, si bagnano di rugiada per rinfrescarci nel rito benefico del mattino.
E proprio le noci di San Giovanni sono ricche di proprietà. Oltre ad essere i frutti perfetti per confezionare un ottimo nocino.

 

 

Noci Verdi

Noci Verdi

Jovis Glans

Da sempre albero legato a rituali e poteri divini. Per gli antichi romani era “la ghianda di Giove. In Grecia, aveva poteri profetici. Legato, invece, al culto di Dioniso. Si racconta che ospite del re della Laconia , il dio si innamorò di Caria, una delle figlie. Ma le Altre sorelle gelose ostacolavano questo amore. Dionisio le fece impazzire e le uccise, ma dal dolore morì anche la sua amata. Che il dio trasformò in un albero di noce. Così nacquero le Cariatidi.
Nel Medioevo gli si attribuì accezione negativa per essere l’albero da sempre preferito per i rituali delle streghe. Un albero isolato dal resto della vegetazione, in genere. Addirittura, escluso dal Paradiso nella Bibbia. Ma pare che la croce di Gesù fosse fatta col legno di noce, un legno pregiato ma allo stesso tempo malleabile da lavorare.
Insomma, la noce è sempre stata utilizzata per la sua ricchezza non solo di benefici ma anche di simbolismo. Durante i matrimoni, rappresentano “la fine dei giochi”. Erano utilizzate, infatti, come palline dai bambini.

Juglans Regia

Juglans Regia

Vitamine e gusto per un frutto ancora acerbo

Le Noci giuste per fare il loro liquore sono quelle col mallo verde e non ancora ispessito.
Controllate che il frutto all’interno sia ancora morbido e gelatinoso inserendovi uno stecchino o tagliandone una a metà.
Ricche di vit. C magnesio e potassio, l’olio di noci verdi è un toccasana per i capelli. La marmellata, invece, fa benissimo alla pelle del viso.
Le foglie del noce venivano usate già nell’antichità per decotti e tisane. Per tingere i capelli o i tessuti. Rafforzanti del sistema immunitario. Ottime contro la stanchezza e la spossatezza.

Sono usate spesso in regimi alimentari disintossicanti. Hanno proprietà antiparassitarie: in particolare venivano messe sui sacchi di grano per preservare al meglio i chicchi. Si usavano anche allo stesso scopo per avvolgere i formaggi. E anche se per la sua forma la noce è da sempre associata alle funzioni cerebrali, secondo antiche tradizioni portarla in tasca previene problemi al cuore, forse proteggendo da ogni negatività. E allora cosa c’è di meglio che trasferire tutte queste proprietà in un digestivo da godere magari a fine pasto in compagnia?

Noci

Noci

Ingredienti per 2 litri di nocino:

1 litro di alcool puro a 95°
23 noci verdi
6 chiodi di garofano
3 scorzette di limone
400 ml di acqua minerale naturale
stecca di cannella
500 g di zucchero semolato

Una volta raccolte le noci lasciatele una notte all’aperto, fatele asciugare al sole del mattino e tagliatele in quarti, mettendole via via in un barattolo di vetro molto capiente.

Ricoprite di zucchero e lasciate al sole due giorni, mescolando di tanto in tanto, perché lo zucchero si sciolga in maniera naturale.

Aggiungete l’alcool e gli aromi e lasciate il barattolo in una zona abbastanza calda e parzialmente esposta al sole. Rimescolate accuratamente di tanto in tanto e filtratelo non prima di 60 giorni.

Passato questo periodo imbottigliate il liquore nelle bottiglie di vetro e conservatele in un luogo fresco per un tempo minimo di 12 mesi.

L’attesa sarà lunga, ma intanto potreste utilizzare le vostre bottiglie di nocino per dei graditi regali a Natale.

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

Il Nocino di San Giovanni tra credenze e tradizioni. ultima modifica: 2018-06-25T16:39:28+00:00 da Erika V Mogavero

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