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La Certosa di San Lorenzo: un patrimonio artistico campano

La certosa - ingresso alla certosa di Padula

La certosa di San Lorenzo detta anche “Certosa di Padula” rappresenta la principale meta del turismo religioso. Inoltre, la sua struttura architettonica rende questo luogo un vero monumento artistico. Situato nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno, a partire dal 1998 l’Unesco ha riconosciuto il suo valore artistico. Insieme ai vicini siti archeologici di Velia, Paestum e Vallo di Diano. Dal 2014 rientra tra i beni gestiti dal Polo museale della Campania.

Lo stile architettonico della certosa

Lo stile architettonico è barocco. Infatti, le tracce trecentesche sono poche. Il complesso è formato da 350 stanze ed occupa una superficie di 51.500 metri quadrati. Di cui, 15.000 impegnati solo dal chiostro, il più grande del mondo. La Certosa di San Lorenzo, grazie alla sua estensione, è seconda alla Certosa di Grenoble in Francia. Inoltre, l’impianto si può dividere in due zone: nella prima ritroviamo i luoghi di lavoro mentre nella seconda vi è la zona di residenza dei monaci. La pianta di questo grande complesso presenta la forma di una graticola, oggetto che condusse all’uccisione di San Lorenzo. L’ingresso alla certosa avviene dal lato orientale, dove, varcata la porta, si accede in un ampio cortile a forma rettangolare. Un tempo, il cortile era il fulcro dell’ intero edificio.

 La certosa - decorazioni della biblioteca
Le ceramiche vietresi della biblioteca della Certosa di Padula

Gli spazi interni al monumento di San Lorenzo

L’impianto architettonico della certosa segue la regola certosina, ovvero la regola che prevede lavoro e contemplazione. Infatti, per questa ragione esistono luoghi differenti per la loro funzione. Questi luoghi sono: il chiostro, la biblioteca, la Cappella ed altri ancora. Partendo dalla biblioteca, ancora oggi è possibile ammirare il pavimento fatto di mattonelle in ceramica Vietrese. Mentre la Cappella presenta numerose decorazioni in marmo. Sicuramente, un luogo di ritrovo era la grande cucina con tutta l’attrezzatura artigianale, utilizzata dai monaci per preparare erbe curative, prodotti artigianali realizzati utilizzando i prodotti coltivati nei terreni limitrofi. Nella parte sottostante alla cucina, si accede alle cantine del vino e dopo alle lavanderie. La certosa era per i monaci un micro mondo. Adatto alla contemplazione e al duro lavoro svolto nei campi e all’interno della struttura stessa.

La certosa - la parte esterna della certosa di San Lorenzo
Il cortile del monumento di San Lorenzo

La storia di questo complesso artistico

La Certosa di Padula è la prima sorta in Campania. La sua costruzione avviene per volontà di Tommaso San Severino conte di Marsico. Inoltre, il conte decise di donare tutto il complesso all’ ordine religioso. Nacque così il secondo luogo certosino nel meridione d’Italia. La certosa di Padula viene chiamata di “San Lorenzo” perché in quell’area vi era una chiesa dedicata al santo che venne abbattuta per la costruzione della certosa. Il luogo dove venne costruito il complesso certosino risultava essere un luogo strategico per le lotte. Nel 500 divenne meta dei pellegrinaggi e anche Carlo V vi si fermò con il suo esercito dopo la guerra. Accolti dall’ospitalità dei monaci, trascorsero diversi giorni all’ interno della certosa. Caduti i San Severino, nella metà del 600, i loro possedimenti andarono ai monaci di Padula e i monaci divennero così i padroni di tutto il complesso architettonico.

La Certosa di San Lorenzo: un patrimonio artistico campano ultima modifica: 2019-10-17T09:00:14+02:00 da Giuliana Di Giacomo

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