I SALERNITANI RACCONTANO SALERNO

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ARTE E CULTURA

La Fontana della Tazza di porfido contesa tra Salerno e Napoli.

Fontana della Tazza di porfido dagli dei ”al Paradiso”

Come sappiamo, la Cattedrale di Salerno fu costruita su un’antica Chiesa Paleocristiana intorno al 1085. Sin dal principio, al centro del ”Paradiso”, com’è chiamato il quadriportico, fu posizionata una grande fontana di porfido.

Risalente al V sec. a.C., la fontana era originariamente situata nel Tempio di Hera a Paestum, oggi conosciuto come Tempio di Poseidone.
Per via della sua forma, era chiamata affettuosamente dai salernitani ”il Provolone”. La fontana che oggi troviamo nell’atrio del nostro duomo è solo quella che è rimasta da allora una sostituzione.

Un’altra vasca più piccola. Un’antica fonte battesimale.

Porticato interno del Duomo di Salerno

Re chiede. Re ottiene.

Ferdinando I di Borbone fece progettare la Villa Reale di Napoli nel 1778, quando il celebre autore del Cristo Velato realizzò una grande fontana al centro del viale, su disegno di Carlo Vanvitelli. Solo dieci anni dopo, questa fu sostituita dal Toro della collezione Farnese. Nel 1820, il re fece rimuovere la fontana dal quadriportico normanno della Cattedrale di Salerno. Fu portata a Napoli nella Villa Reale e inserita nel lavoro di Pietro Bianchi, La fontana della Tazza di porfido, o delle Quattro stagioni. Tuttora è lì, oggi soprannominata popolarmente La Fontana delle Paparelle.

Come il laghetto della nostra Villa Comunale, se ricordate qualche tempo addietro. Ai Salernitani non è mai andata giù questa che sentono come una trafugazione.

La Tazza di porfido sui leoni

In realtà ormai la fontana del Tempio di Nettuno fa parte di un più complesso monumento conosciuto da secoli in quel del Capoluogo. Ma i Salernitani anche in anni più recenti hanno provato a chiedere indietro la vasca di pietra lavica, come legittimi proprietari.
Pare che la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei e l’Assessorato alla cultura e al turismo del Comune di Napoli abbiano respinto a più riprese la pretesa.

Il Sindaco invece, forse in un maggior slancio di praticità, è consapevole che questo spostamento comporterebbe spese troppo ingenti e insostenibili. Non di prim’ordine quantomeno. Insomma, non come ai tempi del Re di Napoli e delle Sicilie, che in una notte poté permettersi il fastoso regalo.

La Fontana della Tazza di porfido contesa tra Salerno e Napoli. ultima modifica: 2018-03-15T12:26:00+01:00 da Erika V Mogavero
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