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“Passi affrettati” al teatro La Ribalta: angoli luminosi e oscuri dell’animo femminile

Donna con palloncini colorati

“La Ribalta” per le donne

Ci sono aspetti che andando incontro a questa festa non possiamo non ricordare. Diciamo che ciò che non possiamo dimenticare sono le tante paure legate al mondo femminile. Ma perché parlare di paure? Possiamo parlare di queste in virtù del fatto che ci siano donne molto forti e che agiscono in modo molto diverso di fronte alle difficoltà. Questo è il caso in cui si parla della violenza.
“Passi affrettati” è un titolo che già esprime delle sottili sfumature. Si tratta dello spettacolo che avverrà giovedì 8 marzo in occasione della feste delle donne alle 20:30 al teatro La Ribalta.
Sono “passi” che molte di noi conoscono fin troppo bene, nel loro rumore sordo, nel buio, e vorrei addirittura osare parlando di una fuga da sé stesse, quando per non sentirsi violate si prova a non pensare che in realtà qualcosa di terribile è entrato a far parte della nostra esistenza.
Parliamoci chiaro, quasi tutte le donne sono andate incontro ad episodi di violenza. Se non avete mai ricevuto uno schiaffo, è molto probabile che invece spesso siate state costrette a soffrire mentalmente e silenziosamente.

 

Foto dal web

Foto dal web

In scena gli attimi di vita che poche hanno il coraggio di raccontare…

Manipolate senza volerlo dalle persone che han detto troppo spesso di amarvi e direi troppo spesso mentendo.
Anche essere importunate per la strada, per un solo attimo, ignorando la fischiatina di chi sfreccia in auto quando vede una donna passeggiare da sola. Nella peggiore delle ipotesi poi, la violenza fisica da parte di uno sconosciuto; peggiore dell’ipotesi si, ma per nulla rara, anzi piuttosto frequente.
L’evento che vi presentiamo è molto sottile nel suo esporsi eppure molto chiaro. Ma ciò che più tocca le corde sensibili dell’anima è che le cinque storie alle quali assisterete sono realmente accadute, tratte dal testo di Dacia Maraini e da altre testimonianze.
Possono venirvi in mente molti episodi di vita che in realtà ci toccano personalmente. Quel che posso chiedere a tutte le donne è di non rimanere turbate, non temere di aprirsi, qualsiasi sia la propria condizione. Quantomeno lasciarsi andare con sé stesse e aprire gli occhi del cuore in primis, con la propria consapevolezza. In questo lo spettacolo teatrale può davvero non farci sentire sole.

 

Foto dal web

Foto dal web

Le anime delle donne unite da un unico filo rosso

Seppure ci troviamo nella nostra realtà salernitana a parlarne, vi preannuncio che la situazione è uguale in tutti i luoghi del mondo! Dalla metropoli al paese, dove regna il benessere e dove predomina la povertà. Dai paesi che noi consideriamo più evoluti a quelli che consideriamo meno all’avanguardia. In realtà la condizione femminile è pressoché la stessa per tutte, seppure con diversi di stili di vita, diverso credo religioso, ed è bene non voltare la faccia a questa considerazione.
«Il teatro ha senza dubbio una funzione catartica, ossia ci consente di superare il nostro “travaglio interiore” attraverso la visione di una storia che sul palcoscenico diventa non più “storia personale” ma una vicenda comune a tante persone che vivono lo stesso dolore o la stessa difficoltà e si rivedono in questo o quel personaggio». Valentina Mustaro ci suggerisce una chiave di lettura dal punto di vista della regia e dell’attrice che per via della sua interpretazione è senza dubbio “costretta” a creare empatia con le vicende sul palco.

Teatro La Ribalta - Passi affrettati

Teatro La Ribalta – Passi affrettati

 

 
Valentina Mustaro ci racconta la linea sottile che divide il palco dalla realtà

Non solo, Valentina ci ricorda che le prime quattro storie sono tratte dal libro di Dacia Maraini, e che oltre a questi dati c’è stato un impegno nel ricercare altre testimonianze per dar loro una forma, un colore e un’emozione più forte per far sì che lo spettacolo avesse un chiaro messaggio e potesse racchiudere in sé molti aspetti della personalità femminile. «L’immedesimazione, il potersi porre come osservatori esterni di una vicenda, scoprire che essa è condivisa, poterne parlare senza vergogna attraverso il canale artistico… tutto questo incarna la funzione catartica del teatro. “Passi affrettati” è la storia di ogni donna vittima di violenza, di ogni donna esclusa o maltrattata, ma anche un invito alla reazione, alla scelta. Ogni donna ha la possibilità di scegliere e di cambiare rotta, di vivere… nella liberazione del finale vi è un ulteriore catarsi dello spettatore e dell’attore, la catarsi di quei personaggi che scelgono invece il cambiamento… e il finale può essere riscritto secondo la nostra volontà».

 

Locandina Teatro La Ribalta

Locandina Teatro La Ribalta

Segnate sull’agenda il giorno in cui vi concederete finalmente la felicità

Dalla Cina alla Giordania, dalla Nigeria alla California fino all’Europa. Alle 20:30 al Teatro La Ribalta di Salerno potrete assistere allo spettacolo “Passi affrettati” che vi condurrà alla scoperta dell’animo femminile più profondo che spesso è schiacciato dalla prepotenza di chi crede che con la violenza o con il denaro può ottenere ciò che si vuole. Perché rinunciare alla felicità? Voltare pagina è un attimo che può sembrare costi tanto, ma soffrire in silenzio costa di più. Quell’attim aumenta le probabilità di speranza per una vita migliore. È importante che questo accada e che si alzi sempre la testa, di non coltivare il “deserto delle relazioni”, o il deserto in sé stesse, ma sapere che stringendoci possiamo ottenere una vita diversa.

Francesca D'Elia

Autore: Francesca D’Elia

Studentessa presso la facoltà di editoria e pubblicistica in Salerno. Attratta dalla scoperta del nuovo e dal confronto con persone di diverse etnie e culture. Sempre alla ricerca di incredibili storie e fantastiche personalità. Amante della natura, dei suoi suoni e dei suoi colori.
Segno zodiacale: Bilancia

“Passi affrettati” al teatro La Ribalta: angoli luminosi e oscuri dell’animo femminile ultima modifica: 2018-03-07T09:22:31+00:00 da Francesca D'Elia

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