ARTE & CULTURA

Storia nascosta: la Badia di Cava

Badia di Cava

La bellezza non è sempre davanti agli occhi di tutti. Spesso si nasconde, quasi si ritira, timida, come se non volesse farsi trovare. O almeno non da tutti, solo a coloro che la cercano e la desiderano. È il caso della Chiesa dell’Abbazia Benedettina di Cava, nascosta tra le ripide curve del Monte Pertuso. In questo luogo meraviglioso, ameno, ammirando la Badia molti turisti si perdono in un viaggio indietro nel tempo.

Badia di Cava

La storia

La Badia di Cava ha una storia millenaria. Fu costruita da un nobile longobardo, divenuto nel frattempo un’eremita con tanto di discepoli al seguito, nel 1011. Sant’Alferio Pappacarbone, questo era il suo nome, edificò dapprima la chiesa e un monastero. Nei secoli a venire la Badia prosperò, e al suo ordine appartenevano centinaia di chiese, abbazie, priorati e monasteri. Il suo potere temporale si estendeva in tutto il meridione, fino alla più lontana Sicilia. La Badia era molto ben vista anche dal Papa Urbano II, che la consacrò e, visto il rapporto fiduciario, le lasciarono in custodia alcuni antipapi. La Badia fu dotata anche di una fortezza per difendersi dagli attacchi dei pirati, il Corpo di Cava. E oggi è possibile visitare tutto ciò.

Badia di Cava

Oltre la facciata

Per visitare la Badia di Cava bisogna salire per svariate curve, fino all’altezza di 400 metri sul mare. Una volta arrivati sembra di aver davanti la solita chiesetta, per giunta di modeste dimensioni. Ma c’è l’inganno. Basta andare oltre la facciata per scoprire un immenso complesso monumentale ricco di arte e santità.
Il percorso si snoda tra un antico cimitero sotterraneo longobardo, un chiostro dalla forma particolare, una sala con affreschi del 1600 e tanto altro ancora. La Badia possiede inoltre una biblioteca contenente oltre 80mila volumi e un archivio con circa 15mila pergamene.
All’interno dell’archivio, per gli avventori più curiosi e affascinati, un addetto con i guanti bianchi sfoglierà delicatamente quei pezzi di storia. La visita alla Badia di Cava ci porta indietro nel Medioevo, ci fa respirare l’antico, percepire il respiro degli uomini che le diedero vita. Una tappa fondamentale nel nostro territorio.

 

 

 

Marco Fummo

Autore: Marco Fummo

Nato a Salerno nella primavera del 1991, dopo un’infanzia spensierata si appassiona irrimediabilmente al mondo della letteratura e della scrittura, del cinema, delle serie TV e dello sport. Diplomato al Liceo Classico De Sanctis, laureato in Editoria e Pubblicistica all’Università di Salerno e laureando in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni all’Università di Urbino, ha scritto per svariati giornali online occupandosi principalmente di cinema, serie TV e sport.
Ha nel Giffoni Film Festival una sua seconda casa, dove è stato giurato per circa 10 anni e nell’ultima edizione ha fatto parte dello staff.

Storia nascosta: la Badia di Cava ultima modifica: 2017-09-13T07:51:55+00:00 da Marco Fummo

Commenti

To Top