CONOSCERE SALERNO

In scena la storia del Teatro Verdi di Salerno

Piccolo Mondo Antico. Immersi nella storia del Teatro Verdi di Salerno

Impossibile non sentirsi degli aristocratici, quando si varca l’ingresso del Teatro Verdi di Salerno.
Si attraversa il porticato e già sulla prima gradinata sembra di essere catapultati in un mondo antico.
Ti senti negli anni ’20, vestita di paillettes, con un ventaglio in una mano e un binocolo nell’altra. Il libretto dell’opera, il camerino per il soprabito, l’odore del velluto rosso pompeiano.
In alto, come deus ex machina, Rossini è il protagonista del plafond. Da lì, dirige le sue opere e un’Orchestra di ninfe danzanti.

E poi… le luci si spengono e la vera magia comincia solo ora.

Teatro verdi e Salerno in b/n

Prima, era il ”Real Teatro San Matteo”

La storia del Teatro Verdi comincia il 15 aprile 1872, con il Rigoletto di Giuseppe Verdi. Non aveva ancora il nome del compositore, acquisito solo alla morte di questi, nel 1901.
Nonostante il Maestro, invitato alla prima, non avesse onorato la platea della sua presenza. I lavori di decorazione furono diretti da Gaetano D’Agostino, pittore di gran pregio che si affiancò delle firme più prestigiose del mondo artistico partenopeo.
Durante i primi anni, il Teatro non lavorò molto. I critici pensarono che fosse un po’ troppo per il popolo, questo progetto. Invece, la partecipazione popolare fu proprio quella che fece la differenza.
Tanto che il grande baritono Ruffo Titta, dopo aver interpretato il Faust e La Bohème sulle scene, venne richiamato presso il Duomo, durante la festa patronale. Reso inagibile dal terremoto del 1980, il Teatro Municipale restò chiuso per 14 anni.
Reinaugurato solo nel 1994, in occasione dei 50 anni di “Salerno Capitale d’Italia”.
Dal 1997, in scena il Coro dell’Opera. Diretto da Tiziana Carlini. Elemento fondamentale e in sinergia costante con la Filarmonica, gli artisti, il pubblico e il teatro tutto.

La Traviata

Punto di svolta verso l’eccellenza

Lavori di grande rilievo si ricordano nella storia del Teatro Verdi. Tra le rappresentazioni che vanno dalla fine degli anni ’80 del 1800 ad oggi.
Del 1932, il Lohengrin, unica opera di Wagner a Salerno. Dal 2007 la vera svolta, con il direttore artistico Daniel Oren.
Non solo il modello architettonico si affianca al San Carlo di Napoli o la Scala di Milano. Ormai il Teatro Verdi ha raggiunto l’eccellenza degli altri grandi teatri Nazionali, con ospiti di fama mondiale.<<Definito un “teatro modello”, un teatro da imitare>> dalle parole del critico Enrico Stinchelli.
In una fantastica recensione, in seguito alla rappresentazione de La Tosca di Puccini del Maggio 2011.

Appena conclusa la Turandot, si passa a la Traviata e al consueto Concerto di Natale. In attesa del cartellone 2018, tra prosa, ”drammaturgia contemporanea” e opera.

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

In scena la storia del Teatro Verdi di Salerno ultima modifica: 2017-12-14T09:19:52+00:00 da Erika V Mogavero

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