CURIOSITÀ

Terme Campione: La storia di un vanto che fu

Sembra proprio che la nostra Salerno avesse tutte le intenzioni di mostrarsi al mondo come la Città del Benessere. Le Terme Campione, o meglio le acque portentose di quella zona, erano conosciute fin dai tempi degli Etruschi.
Si ritiene che la Salerno etrusca si chiamasse Irna. Ma c’è chi è convinto che il suo nome fosse Marcina
e il collegamento con l’odore di uova marce. Questo era sprigionato dall’acqua sulfurea delle Terme Campione è immediato.

Il benessere che sgorga dalla terra

 Scuola Medica Salernitana e Acque Sulfuree ci lasciano l’orgoglio di cittadini, ma solo memoria storica di ”un tempo che fu”.
Oggi grandi fuoriuscite d’acqua termale lottano per vincere la costrizione della mano dell’uomo e del suo cemento. Ancora due anni fa, durante i lavori di ricostruzione della zona, si poteva respirare un forte odore di zolfo.
Al posto delle Ex Terme Campione, un Piano Regolatore, sull’Asse della Lungo Irno, ha deciso di aumentare le palazzine abitabili e nascondere per sempre sotto terra un pezzo di storia della nostra Salerno.

antiche terme Caruso, poi Campione

antiche terme Caruso, poi Campione

L’antico fasto

Agli inizi del ‘900, vecchie terme successivamente abbandonate. Molti anni fa, una proposta dei vecchi proprietari di quelle terre avrebbe potuto avviare una trasformazione con attività legate al benessere e alla fruizione delle terme stesse. Nello specifico, un progetto dell’ingegnere Alfredo Campione. Il progetto prevedeva albergo, parcheggio, fisioterapia, laboratorio collaborativo con la Facoltà di Farmacia. Insomma, tutti a Salerno per le cure termali!
Successivamente, con il progetto di Bohigas, si è deciso d’imprimere diritti edificatori.

 

Palazzi al di sopra delle Ex Terme CampionePalazzi al di sopra delle Ex Terme Campione

Un po’ di storia. Gli Svizzeri ci avevano visto lungo!

Era il 1999 quando le antiche terme Caruso, poi Campione, furono demolite. Circa un secolo prima, Caruso fece costruire una palazzina liberty in prossimità del fiume Irno.
Nel 1901 e nel 1906, l’acqua Caruso di Salerno vince la Medaglia d’oro alla ”Esposizione Universale delle Acque” a Parigi.
Proprietà svizzera dal 1912, acquisita da Maddalena Preisig, nata a Fratte, moglie per l’appunto di Alfredo Campione. Nel 1918 l’intero stabilimento viene ristrutturato e ampliato.
Racconti dell’epoca descrivono la palazzina con facciate in rosso pompeiano, colonnato a proteggere l’ingresso, pavimento in cotto di Rufoli, quattordici cabine con pavimento in ”riggiole salernitane”, prodotte nel vicino stabilimento Salid e vasca in marmo di Carrara, giardino con piante esotiche come i banani, ancora oggi visibili nei Villini Svizzeri.

E noi un giorno cosa potremo raccontare del quartiere Campione?

Attenzione all’acqua cheta che desidera le luci della ribalta!

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

Terme Campione: La storia di un vanto che fu ultima modifica: 2017-09-09T11:12:40+00:00 da Erika V Mogavero

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