CUCINA TRADIZIONALE

Cilento, la tradizione culinaria dell’ultimo giorno dell’anno

tradizione culinaria - foto di Giuseppe Conte

Prima di iniziare il 2019, il cenone di capodanno è ancora una volta un appuntamento tradizionale. l’ultima tappa del 2018 è carica di significati. La cultura culinaria del Cilento ci accompagna fino al 31 dicembre. Come accade per il Natale, anche questa occasione è scandita da riti e tradizioni, in particolare sotto l’aspetto gastronomico. Dalle ‘zeppole’ dell’antipasto agli ‘scauratieddi’: ecco il menù tipico che si tramanda da generazioni.

Zeppole di alici

Gli antipasti di salumi e formaggi non sempre erano presenti. Non tutte le famiglie potevano permetterseli ma in alternativa potevano esserci le conserve. Per aprire i pasti delle festività, spesso si usa preparare delle piccole zeppole. Queste frittelle, che in Cilento hanno una base di acqua, farina e un pizzico di sale (l’utilizzo del lievito credo sia più recente), sono preparate con l’aggiunta di aromi o, come accade per Natale e l’ultimo dell’anno, con le alici. E sono proprio le ‘zeppule cu l’alici’ le più note. Quando però la dispensa non aveva disponibilità, allora si avverte la necessità di ovviare: una buona variante, molto aromatica, è quella delle frittelle con foglioline di menta. Quando tutta la famiglia era a tavola, l’attesa del pasto era alleviata da un grande centrotavola in cui trovavano posto tante frittelle. La forma allungata è quella più tipica ma vengono realizzate anche tondeggianti, dai contorni indefiniti.

tradizione culinaria - baccalà, foto wikipedia

Il baccalà

Se il pranzo del giorno di festa era ricco e abbondante, la cena di vigilia non era da meno. Cosa si preparava? E’ indubbio che la fascia costiera, per ovvi motivi, riesca a mantenere uno stretto rapporto con la cucina marinara. La zona collinare e l’entroterra in generale, invece, ha saputo adattarsi facendo proprie anche preparazioni che potrebbero sembrare qui ‘fuor d’acqua’! Ma non è così. Alla tradizione contadina del Cilento appartiene anche la preparazione del baccalà. Veniva proposto in poche occasioni durante l’anno ma non mancava alla fine di dicembre. Chi poteva lo consumava nei giorni di vigilia, sia a Natale sia a Capodanno. La ricetta classica prevede, oltre al pesce, patate e pomodori. A rendere il piatto speciale è l’aggiunta delle olive. Pur essendo riconosciuto come ‘povero’, in realtà è da annoverare come piatto ricco: non a caso veniva destinato a momenti speciali, come appunto le festività natalizie.

tradizione culinaria - lenticchie, foto wikipedia

Lenticchie, scauratieddi e l’augurio di un buon auspicio

Le lenticchie, con la loro forma che ricorda piccole monete, fin dai tempi più antichi sono considerate ben auguranti. Ecco perché sono praticamente immancabili nel cenone dell’ultimo dell’anno. Vengono consumate a fine pasto, con l’augurio di chiudere il vecchio ed iniziare il nuovo anno all’insegna della prosperità. Tuttavia, come tutte le importanti occasioni che si presentano nelle festività natalizie, sulle tavole non possono mancare i dolci tradizionali.
Così, per antica tradizione, in alcune realtà, il dolce più tipico del Cilento non si prepara a Natale, ma la notte dell’ultimo dell’anno: sono gli scauratieddi. Le donne li preparavano davanti al camino, affiancate dai più piccoli di casa. I bambini, oltre ad assaggiarli per primi a lavoro ultimato, potevano imparare a farli. La preparazione richiede una certa maestria e segue scrupolosamente i passaggi.

Giuseppe Conte

Autore: Giuseppe Conte

Sono io quando scrivo e a volte lo faccio in rima! Amo la mia famiglia, gli amici veri, i libri e la mia terra. Adoro riscoprire le piccole storie, e cerco di rendere vitali – almeno ‘nero su bianco’ – tradizioni esanime o talvolta completamente perdute. Mi piace cucinare e spesso delle mie ricette ne faccio un articolo. Se volete contattarmi: giuseppe2021@yahoo.it

Cilento, la tradizione culinaria dell’ultimo giorno dell’anno ultima modifica: 2018-12-31T09:00:54+01:00 da Giuseppe Conte

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