CURIOSITÀ

La Vittoria Alata: il ricordo che tormenta i salernitani

Vittoria Alata

I Caduti di Guerra, all’ombra delle ali della Vittoria

Probabilmente quello che potrebbe turbare di più è il successivo uso di tale monumento.
Chi non conosce i tratti storici caratteristici della città di Salerno probabilmente però alzando lo sguardo avrà notato una “presenza assente”.
Piazza Vittorio Veneto non rappresentava solo un monumento ai caduti della Grande Guerra. No. Piazza Vittorio Veneto era l’emblema della rinascita. Dopo la devastante guerra ricordare i caduti per mano del più grave conflitto mondiale era il minimo. Ma l’allora esecutore del “ricordo”, Gaetano Chiaromonte, per loro aveva posto lì, in cima alla colonna una figura di bronzo che dall’alto testimoniava salvezza e speranza.
La VittoriaAlata. Eretta e bronzea che dominava la piazza proteggendo l’onore dei caduti. Un modo solo simbolico per tenere stretto il pensiero degli uomini che hanno perso la vita durante la guerra. Che anche coloro che erano ricordati sotto i suoi piedi, lungo il pilastro, all’ombra delle sue grandi ali, erano stati un contributo fondamentale per mutare le sorti.

Vittoria Alata

Vittoria Alata

Dalla Vittoria Alata alla “sconfitta degli uomini”

La Vittoria Alata era una statua di bronzo che, se oggi ci fosse stata, si sarebbe trovata a sorvegliare piazza Vittorio Veneto. Inaugurata nel 1923, quando per l’occasione il re Vittorio Emanuele III si recò a Salerno per partecipare al commemorativo evento.
La Stazione Ferroviaria di Salerno al suo ingresso aveva il primo impatto del monumento ai caduti. La maestria di una donna che padroneggia la spada con sicurezza. Pura e forte come una dea creata per mano di Gaetano Chiaromonte per Salerno.
La sua permanenza lì in alto fu breve. Pare che si fosse troppo sparato e che la città necessitasse ancora di armi per proseguire la sua corsa. Fu Benito Mussolini nel 1935 ad incaricare che la Vittoria Alata fosse prelevata dal suo posto d’onore. Nonostante i numerosi schieramenti contrari, che non supportavano per nulla la decisione del duce, non fu possibile rimediare diversamente. Un brutto momento non solo legato alla distruzione di un opera d’arte dal significato simbolico profondo.
Fondere la Vittoria Alata per fornire i proiettili all’esercito è un gesto che intuitivamente ha determinato la sconfitta dell’essere umano in quanto tale.
No, se può sembrare. Non è un gesto legato alla politica. Ma un’azione che con poco ha reso evidente cosa per l’essere umano, in quel momento storico, si riteneva essere più importante.

Francesca D'Elia

Autore: Francesca D’Elia

Studentessa presso la facoltà di editoria e pubblicistica in Salerno. Attratta dalla scoperta del nuovo e dal confronto con persone di diverse etnie e culture. Sempre alla ricerca di incredibili storie e fantastiche personalità. Amante della natura, dei suoi suoni e dei suoi colori.
Segno zodiacale: Bilancia

La Vittoria Alata: il ricordo che tormenta i salernitani ultima modifica: 2017-08-11T07:44:32+00:00 da Francesca D'Elia

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