CONOSCERE SALERNO

Castelluccio di Battipaglia: merli tra cielo e mare

Sogno… O son desta?

Il Castelluccio di Battipaglia, detto anche Castelluccia, è uno dei forti più belli del salernitano…Tra i venti castelli più belli d’Italia!
In viaggio sull’autostrada, alzi gli occhi al cielo e in un attimo ti ritrovi nel Medioevo. Tu, la castellana, affacciata attraverso i merli, con lo sguardo verso la Piana del Sele. Verso il mare.

Il Castelluccio di Battipaglia. Vista.

Come l’Arechi, il Castelluccio di Battipaglia era in posizione strategica. A protezione del Tusciano, dominante su tutta la Piana.
Dichiarato Bene Culturale nel 1994, il Castelluccio di Battipaglia oggi versa in una condizione di degrado essendo da tempo trascurato.
Ma l’Associazione no-profit Civica Mente lavora per la tutela e la valorizzazione di tesori come questo presenti sul territorio, tramite il progetto “#RipartiAmo #Battipaglia”.
Costruito intorno all’anno mille, si erge sui resti di una più antica costruzione. Probabilmente voluta da Guaimario IV, di cui però non conserva l’aspetto originario.
Originarie solo le mura, appartenenti al VII secolo, poggianti direttamente sulla roccia della collina. Il restauro più significativo risale al 1920, ad opera dell’Architetto Farinelli, che ne ha modificato quasi del tutto la struttura.
E’ stato proprietà della Chiesa Salernitana, secondo concessione di Roberto il Guiscardo.
Scenario di lotte tra Enrico VI e Federico II, finì nelle mani del Conte Marcoaldo. Tra i due litiganti, il terzo gode.
La zona, molto paludosa, è stata poi infestata per lungo tempo dalla malaria. Alla morte di Federico II di Svevia, il Castelluccio viene concesso ai Frati dell’Ordine Teutonico.

Dal 1612, proprietà di una famiglia di nobili di Angri, i Doria. Poi in mano ai Pignatelli, proprietari fino agli anni ’50 del secolo scorso.
Lo stemma tutt’oggi visibile ricorda il matrimonio dell’ultima erede della famiglia Pignatelli con Ferdinando Ferrara di Olevano, decretando la fusione dei due casati.

Stemma all’ingresso del Castelluccio di Battipaglia.

Galeotti furono i cavalli

Una delle fortunate castellane, un giorno, mentre guardava il mare, calò lo sguardo alle stalle.
Pare che la bellissima moglie di uno dei nobili che hanno abitato il Castelluccio di Battipaglia avesse una passione per i cavalli e per il loro stalliere. Nessuna storia nuova, insomma, ma senz’altro una delle leggende che aleggiano intorno alle mura.
Nei lunghi periodi di assenza del nobile, la donna giaceva con il suo amante nelle scuderie del palazzo.
Furono scoperti da una fedele cortigiana, che informò il signore al ritorno di uno dei suoi viaggi.
Prima la consorte e poi il suo vassallo furono oggetti della sua ira funesta. Lo stalliere fu ucciso sotto gli occhi dell’amante, che, disperata, si tolse la vita, impiccandosi nel giardino interno del palazzo.

Pare che le donne adultere del paese debbano stare attente, da allora, a guardare in alto verso le mura del castello. Potrebbero incontrare lo sguardo della Castellana.

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

Castelluccio di Battipaglia: merli tra cielo e mare ultima modifica: 2018-01-04T10:23:48+00:00 da Erika V Mogavero

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