Noi Salernitani

La pittrice dimenticata di Salerno: Olga Schiavo

Il luccichio nel buio

L’ombra della guerra, le tensioni tra le nazioni, la discriminazione feroce: era questo il clima dell’Europa nel 1912. Nello specifico, in Italia, era il serafico Giolitti ad essere al potere e a vivere lo spettro della guerra.
L’illusione di un tenore di vita alto e tranquillo, faceva ben sperare ma venne completamente sradicato dopo i tragici eventi. Con i tempi bui come sfondo, Salerno diede i natali, proprio nel 1912 ad Olga Schiavo, un piccolo lume nel bel mezzo del degrado umano.
Un nome forse dimenticato nel sanguinante oblio della guerra che tende ad oscurare i nomi femminili, ma, indubbiamente, quello di Olga è da ricordare.

Quadri di Olga Schiavo

Quadri di Olga Schiavo

Olga Schiavo: un’artista salernitana

Forse nella sua famiglia non scorreva la vena artistica, essendo il padre Vincenzo un industriale e commendatore ma Olga seppe crearsi da sola. La sua attività artistica e musicale, infatti, è molto prolifica e interessante.
Intrattenne anche rapporti con Elvira Martinez y Cabrera con cui scambiava lettere, conservate oggi nel Museo Provinciale di Salerno. Sin da ragazza, si riuscì a ritagliare il giusto spazio in un mondo completamente maschile.
Partecipò alla Mostra di artisti del territorio Salernitano, a soli 15 anni, nel 1927. Il suo quadro esposto, Lo studio, non mancò di lodi e apprezzamenti. Curiosa, la sua fame di conoscenze artistica non si placò con la pittura, ma conseguì il diploma in pianoforte al Conservatorio di Napoli.
Questo riconoscimento le valse la cattedra di insegnante di musica, nell’Istituto Magistrale di Salerno. Anche durante il periodo fascista, contribuì alla produzione artistica italiana, non permettendo che andasse nel dimenticatoio.
Nel 1933, la sua fama raggiunse anche Roma, dove realizzò degli schizzi sui monumenti archeologici della capitale.

Pinacoteca

Pinacoteca

Gli anni 30 delle pittrici dimenticate

E’ stata ospitata, nella Pinacoteca Provinciale di Salerno, la mostra Luccichii, proprio in onore di Olga. Assieme a lei, sono state ricordate altre trenta artiste dimenticate che meritavano, invece, di essere lodate.
Le opere esposte non erano mai state scoperte prima, forse per non urtare la troppa virilità maschile. La mostra non solo ha offerto uno stralcio dei quadri, ma anche di ceramiche e sculture.
Tramite ciò che vedeva Olga Schiavo con i suoi occhi, si ha il privilegio di osservare un ventennio importante della storia femminile.

Elena Morrone

Autore: Elena Morrone

Elena Morrone, nata nel 1995 a Salerno, ha frequentato il Liceo Classico di Salerno Torquato Tasso, dove ha diretto il giornalino scolastico Kaos. Dopo essersi diplomata si è iscritta all’Università di Salerno alla facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Ha collaborato con numerosi giornali online, occupandosi di vari settori, dal cinema alla politica.
Il suo hobby preferito, vedere film e serie tv, si è trasposto anche nella partecipazione per sei anni consecutivi al Giffoni Film Festival come giurata. Si interessa molto di cultura orientale, praticando anche yoga e leggendo libri a riguardo.

La pittrice dimenticata di Salerno: Olga Schiavo ultima modifica: 2018-01-05T10:19:45+00:00 da Elena Morrone

Commenti

To Top