CURIOSITÀ

Tra i vicoli della città: la bella Antonella

Salerno di Regine e condottieri

Sappiamo quanto l’immagine della città di Salerno sia legata alle sue fontane. Ma questa non è una storia come tutte le altre. Si tratta di una leggenda malinconica e romantica, che ripercorre tutta la storia di Salerno e delle sue strade, fino al Medioevo.
Siamo alla corte della Regina Margherita di Durazzo. La sovrana regnante al posto di suo figlio Ladislao I, si è ritirata a Salerno dopo la morte del marito Carlo III d’Angiò, ucciso in un complotto.

Tutto è ambientato nell’antico palazzo longobardo di Terracena, ubicato ad Est del Duomo, dove oggi abbiamo il Museo Provinciale. Margherita decide di non risposarsi mai più e passa il resto della sua vita accudita dalle sue ancelle. Tra le giovani della corte, la bellissima ma modesta Antonella.
Ladislao, di ritorno dalla guerra, decide di far visita alla madre e si ferma nel capoluogo campano. Ciò in compagnia del suo seguito di valorosi guerrieri, tra i quali spicca Raimondo, erede di una nobile famiglia ungherese.

Fontana degli Innamorati

Fontana degli Innamorati

Galeotta fu la fontana

Poco distanti dal palazzo, la giovane damigella Antonella e il giovane soldato si innamorano in uno sguardo fulminante. Ma non sarebbe una storia d’amore struggente se l’invidia non ci mettesse lo zampino.
Un’altra ancella che assiste all’incontro avverte Ladislao, che, rischiando di perdere uno dei suoi guerrieri più brillanti, lo allontana dall’amata rispedendolo in guerra.
Raimondo si distingue in valore e finalmente Ladislao decide di ricompensarlo concedendogli la mano della Bella Antonella.
Intorno al 1400 la Regina si ammala e il figlio si reca al suo cospetto accompagnato dal suo valido Raimondo e la consorte.

Qui Margherita svela al malcapitato il triste misfatto. In realtà, la sua sposa è la perfida gemella di Antonella,Vanna. Mentre la sua vera amata è nella stanza accanto affetta dallo stesso male mortale della sovrana. Raimondo può solo stringere la sua bella per l’ultima volta e sentire il suo ultimo respiro.
Impazzito dal dolore, il giovane si spoglia di tutti i suoi averi e vaga senza ragione, senza meta e senza più tregua.

A Sta Funtana, Picarielli

A Sta Funtana, Picarielli

La leggenda ai nostri giorni

Pare che Raimondo ancora oggi si aggiri durante la notte per la città, in cerca della sua amata. La leggenda vuole che la fontana in via San Benedetto sia ancora li’ al servizio degli innamorati. Li’, proprio dove i due giovani sventurati si incontrarono la prima volta.
Nel mese di Agosto accade l’incanto. Se una ragazza si bagna le labbra alla fontana e sussurra la formula invocante la Bella Antonella. L’acqua si arresta e lascia cadere sole sei gocce. Le converrà affrettarsi a raccoglierle in una boccetta per vedere avverarsi il suo sogno d’ amore. Quanto meno così le lacrime della povera Antonella sono onorate nella memoria.

Un videoclip da brividi dei Picarielli racconta sapientemente questa storia. Al di là di far rivivere la giovane innamorata e rappresentare la magia della ”Fontana degli innamorati”, ci regala una panoramica delle zone più belle del nostro centro storico sulle note di un’accattivante taranta.

L’emozione è assicurata.

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

Tra i vicoli della città: la bella Antonella ultima modifica: 2017-10-19T08:03:53+00:00 da Erika V Mogavero

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