CUCINA TRADIZIONALE

La Pullanchella e la Madonna del Carmelo

Pannocchia Bollita 94573989

Italoamericana da generazioni. Come i nostri nonni emigrarono in America per trovare fortuna, così la pannocchia si diffuse ben presto nel senso opposto, dalle Americhe in tutta Europa. Per un lungo periodo, è stata sostentamento principale per la popolazione. Insieme alle patate. Sotto forma di farina o chicchi di mais. Oggi la pannocchia sa di festa e di estate. Da reggere con entrambe le mani e da sgranocchiare come un coniglio con la sua carota. Per noi salernitani è la “pullanchella”.

Madonna Del Carmine

 

La Celebrazione più amata dalla Salerno Alta.

Il 16 luglio si celebra la Madonna del Carmelo. In memoria dell’apparizione mariana del 1251, quando la Vergine consegnò uno scapolare al presbitero inglese Stock. A Salerno la festa è la più sentita, dopo San Matteo. La celebrazione, unita alla processione, é seguita da gran parte della città. Nonché dai quartieri coinvolti, ovviamente. Il “giro” che fa la statua per salutare e farsi vedere anche da infermi e anziani che non possono raggiungere la Santa Messa in via Carmine, segue lo stesso percorso da decenni ormai. Nel 1916, il fedele Pompeo Lebano, di Sessa Aurunca, lascia alla confraternita della SS. Maria del Carmine un’eredità in terreni del valore di 87.200 L. Su quei terreni oggi sorgono proprio via Carmine, via Pio XI, via Michele Iannicelli, via Gelso ed è questo che decide il percorso della Madonna del Carmelo a Salerno. Quest’anno, per lo sgomento dell’Intera popolazione e comunità religiosa, la statua non passerà per via Vernieri. Che rientri in parroccchia leggermente prima sui tempi, rispetto agli ultimi anni??

Madonna Del Carmine Salerno

Madonna Del Carmine Salerno

Tradizioni religiose e meno religiose.

Certo l’attesa di veder rientrare la Madonna è essa stessa parte della festa. La famiglia si riunisce. Tutti sui balconi dei nonni a prendere il fresco nella calda giornata di metà Luglio. Tavole imbandite, cuginetti che si riuniscono per giocare insieme e preparare le cesta di petali e coriandoli da lanciare sulla Santa Vergine. E quando la vedetta sul balcone ode la banda in lontananza, si sente echeggiare e chiamare all’ordine tutta la casa: “Arriva! Sta arrivando!” In realtà la Madonna neanche si vede ancora. La banda ancora deve arrivare ai quattro semafori e tutti, amici e parenti si riversano fuori in preda all’entusiasmo. I bambini avanti, ma “non vi appoggiate alla ringhiera!”.. “la vedi da là?” “Porta il nonno fuori!” “L’abbiamo vista anche quest’anno!” 

Street Food Salernitano. La Pullanchella

Street Food Salernitano. La Pullanchella

Pullanchella, bancarelle, banda e palloncini.

E poi eccola che arriva, con i suoi boccoli e addobbata d’oro. I capelli bellissimi, come quelli del Bambino, che nei primi anni del secolo scorso erano preparati ogni anno dalla stessa matrona della Congrega. Fa i suoi giri sulle spalle degli storici portantini e tutti a guardare con gli occhi dei bambini in un momento di festa, musica e tradizione che si tramanderà di generazione in generazione e resterà nei ricordi per sempre. La festa continua tutto il giorno tra le bancarelle a piazza San Francesco, con la tradizionale pullanchella tra le mani! Rigorosamente bollita nell’enorme calderone degli ambulanti e ricoperta, così semplicemente, di sale.
E i bimbi affacciati ai balconi che aspettano i palloncini che volano, per acchiapparli al volo. Un saluto alla Statua della Madonna del Carmine che rientra in sede per l’ora tarda e “arrivederci” all’anno prossimo!

Per preparare in casa La Pullanchella.

Riempite d’acqua un pentolone alto e portare a bollore.

Sbucciate le pannocchie e pulitele della barba.

Lasciar cuocere per qualche ora, finché si ammorbidisca il mais.

A questo punto, salate abbondantemente.

Potete passarle le pullanchelle precotte su una piastra per qualche minuto, rigirandola di tanto in tanto .

Servite con burro fuso e pepe oppure con le salse.

 

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

La Pullanchella e la Madonna del Carmelo ultima modifica: 2018-07-16T12:53:31+00:00 da Erika V Mogavero

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