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ARTE E CULTURA

Buccino: alla scoperta del tesoro della Principessa

Castellodibuccino

Alla riscoperta delle radici di Buccino. Le tombe riportano in vita il passato.

Nel complesso del grande Santuario a terrazze di Santo Stefano nel Giugno del 1995 sono state riportate alla luce, in modo del tutto fortuito, le radici di Buccino e della Provincia di Salerno.

Scoperta di un importante patrimonio artistico-culturale

Buccino
L’inizio della storia di Buccino

Un aratro riportò in superficie un blocco di pietra che poi si rivelò essere un pezzo della tomba 270. I cittadini del luogo subito capirono l’importanza di tale scoperta, poiché a pochi metri da lì durante il terremoto degli anni ‘80 era riemersa la tomba 104, avente le stesse caratteristiche del nuovo reperto. La Soprintendenza Archeologica, dai giorni immediatamente successivi al terremoto del novembre 1980, aveva condotto diverse campagne di scavo individuando una necropoli dall’età arcaica al IV sec. a.C. Tra cui spiccano la tomba a camera 104, le strutture del santuario e la sala da banchetto. Nell’ambito di tali attività di tutela l’intervento di scavo della tomba 270 o tomba degli ori, fu tempestivo e consentì il recupero dell’intero corredo.

Buccino: la sacerdotessa di Mefite

La tomba 270 fu ribattezzata la “tomba degli ori” per la ricchezza di materiali preziosi rinvenuti al suo interno. Conservava un corredo, composto da ceramiche, bronzi e monili in oro, avorio e ambra. Il corredo era disposto in modo omogeneo e ordinato attorno al letto funebre e sulla defunta. Ma chi era la figura sepolta? Si tratta di una donna dell’aristocrazia dominante del VI secolo a. C. da identificare con la sacerdotessa di Mefite. Il luogo di sepoltura della donna è sacro. L’accertamento della notizia deriva dal recupero in loco di numerosi oggetti votivi. Il termine Mefite deriva dall’osco mefia corrispondente al greco μέσος e al latino media col significato di “mezzo”. Infatti, Mefite era la divinità dei vivi e dei morti ossia entità intermedia tra cielo e terra.

La tomba degli ori

La tomba degli ori ha la tipica struttura delle tombe a camera con le pareti ricavate dalle rocce che emergono dal terreno e con un ingresso per accedere alla sepoltura. Nello specifico il tesoro della principessa consisteva in ceramiche a vernice nera di diverse dimensioni di produzione apula. Tra questi spicca il Λέβης Γαμικός, il vaso della sposa, con la decorazione plastica a foglie e boccioli di loto. Il completo da trucco in argento composto da pinzette e spatole, uno specchio con la raffigurazione sul coperchio di un Tritone che cavalca il mostro marino, una conchiglia portabelletti e due laminette d’argento dorato con grifi e leoni. 

Come gioielli due orecchini a doppia protome di leone e di ariete, due borchie circolari, una collana a maglia piatta e pendenti, un bracciale in lamina e rame. Il pezzo forte è l’anello che conserva il castone in corniola con Afrodite ed Eros. Inoltre di rilevante importanza è il vasellame in bronzo composto da una serie di ὄλπη ossia vasi per liquidi con coperchio e colino. Infine, un candelabro con la lucerna disposta vicino l’ingresso con piedi leonini nascenti da teste di grifo.

Buccino: alla scoperta del tesoro della Principessa ultima modifica: 2020-07-28T14:16:00+02:00 da Anna Salsano
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