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FAI nella Villa Comunale di Salerno: storia e curiosità

Statua a Giovanni Nicotera

Il FAI dà nuova luce al complesso della Villa Comunale attraverso il racconto dell’architetto e paesaggista Enrico Auletta. Addentratevi con il FAI in questa selva aspra e forte. Un luogo ricco di storia e di meravigliosi racconti.

Fai: nuovi occhi alla Villa Comunale

Villa Comunale Salerno
Alcuni esemplari secolari nella Villa Comunale

Il FAI per la prima edizione delle giornate FAI all’aperto punta su un luogo che da sempre è riferimento per i salernitani: la Villa Comunale. Questo spazio pubblico è il primo indicatore della qualità di vita della zona. Purtroppo bisogna anticipare che la Villa Comunale di Salerno ha vissuto momenti floridi e momenti difficili. Le giornate FAI all’aperto sono organizzate e supervisionate dal Capo Delegazione di Salerno Michelangelo De Leo e dalla Vice Presidente FAI Campania Susy Camera d’Afflitto. Infatti, Michelangelo e Susy da sempre si dedicano alla valorizzazione e promozione della Villa Comunale. L’obiettivo è non far cadere nell’oblio la storia di questo meraviglioso luogo.

FAI e le giornate all’aperto

Le giornate FAI all’aperto sono il primo evento culturale nazionale organizzato da una fondazione e associazione culturale. Si è sentita l’esigenza di dare un messaggio di ripartenza dopo i mesi del lockdown. Durante le Giornate FAI all’aperto l’architetto e paesaggista Enrico Auletta ha guidato visitatori e volontari attraverso l’ottocentesca Villa Comunale. Nel 1997 Enrico Auletta si occupò del restauro e ha narrato ai numerosi visitatori come originariamente si presentava la Villa e le scelte fatte per il restauro. L’evoluzione della Villa è un racconto affascinante. I Giardini sono un organismo dinamico che vivono e mutano nel tempo.

Storia dei Giardini

Visuale della cupola maiolicata e del castello Arechi
Visuale della cupola maiolicata e del castello Arechi

La Villa Comunale di Salerno nasce come una sorta di piazza verde che equilibra con un gioco visivo il distacco tra il centro abitato e il maestoso Teatro Verdi con la zona naturalistica del mare. Infatti, nel periodo medioevale il litorale corrispondeva all’attuale Via Roma. Dunque, terminati i Giardini, era possibile ritrovarsi con i piedi prima nella sabbia e poi in acqua. Per la città di Salerno i Giardini erano il punto l’uscita dalle mura medioevali verso la spiaggia e il mare. Nel 1874 nasce la Villa Comunale, ma l’aspetto medioevale non era squadrato come oggi si presenta, ma aveva una forma a triangolo.

I varchi della Villa Comunale

Uno dei 5 varchi principali della Villa Comunale si trova all’altezza di Via Roma, di fronte la facciata costituita dalle otto colonne del Teatro Verdi, edificato qualche anno prima. Il cancello perimetrale e i giardini non erano contemplati nella progettazione. Solo successivamente durante il restauro si decise di installarli. La scelta dell’inferriata ricadde su un cancello morbido con ampi respiri. Per opera dell’architetto e paesaggista Enrico Auletta si abolì un muro di base, su cui poi si sarebbe appoggiata la recinzione. Si tratta di una protezione non fisica, ma psicologica per scoraggiare atti vandalici. L’architetto Auletta cercò di realizzare un ingresso “vedo non vedo”. Si misero in evidenza solo i punti più importanti come gli ingressi e gli angoli attraverso cascate di rose e rampicanti.

Fai Nella Villa Comunale
Scorcio del castello Arechi dalla Villa Comunale

L’attuale recinzione installata alla fine del Novecento riprende gli archi normanni intrecciati. Questa presenta numerosi varchi: 5 principali e 4 secondari. Stando di spalle all’Istituto Comprensivo Statale “Gennaro Barra” e guardando verso il monte Bonadies, molte sono le meraviglie visibili. Si scorgono tra gli alberi la cupola maiolicata della Chiesa della S.S. Annunziata, le colonne del Giardino della Minerva con i suoi orti cinti e terrazzati e gli antichi conventi, dove probabilmente si svolsero le prime vicende della Scuola Medica Salernitana. Infine, il castello Arechi domina il tutto.

Notizie mai dette sul restauro

Vasca con agapanti
Le incantevoli agapanti – foto di Andrea Troisi

La villa prima del restauro non presentava i due assi, perché purtroppo con la seconda guerra mondiale il Teatro Verdi fu il quartiere generale delle truppe belliche. Infatti, i Giardini furono il parcheggio per i mezzi pesanti come i carro armati. Non vi era recinzione perché la villa fu ideata come spazio aperto. Poi nel 1997, a causa di atti vandalici e dell’uccisione di tutte le papere, si decise di recintare la Villa Comunale. Con il ripristino e il restauro furono abbattuti 80 alberi, tra i quali molti cedri, a causa di malattie o perché pericolanti. In questo modo fu dato spazio agli altri alberi più annosi ancora in buone condizioni.

La flora della Villa Comunale

La Villa Comunale, dalle 40 specie di alberi piantati in origine, attualmente presenta 170 specie di piante tra acquatiche e tappezzanti. La vasca con zampillo d’acqua è un elemento importante della Villa Comunale poiché ha dato il centro della composizione di quest’area. Dal cerchio centrale si dipanano quattro aiuole, disposte in modo simmetrico con una formazione a quadrifoglio, mentre le altre aiuole seguono la forma ovale.

Dettaglio Delle Foto Del Fai
Dettaglio della flora della Villa Comunale

Molti studi sono stati compiuti negli archivi sul rilievo botanico. Infatti, nella planimetria della villa vi era la disposizione degli esemplari dell’impianto originario. Si è notato che gli antichi esemplari ricadevano nelle aiuole storiche e questo ne ha permesso il recupero, restituendo il senso iniziale della villa. Per impedire danni, fu inserita un’aiuola circolare di ben due metri. Inoltre, presso la vasca, circa 20 anni fa i giardinieri piantarono bulbi di agapanti. La fioritura degli agapanti arricchisce di incanto il luogo.

FAI nella Villa Comunale di Salerno: storia e curiosità ultima modifica: 2020-07-02T09:00:00+02:00 da Anna Salsano
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