ARTE E CULTURA

Laviano e il suo ponte, il paese ponte tra popoli e regioni

Laviano Dal Castello Al Ponte

Laviano può sembrare “un posto sperduto”, ma per tanti secoli è stato un perno molto conosciuto su cui ruotavano molteplici popolazioni. Dai Sabini ai Lucani, dagli Irpini ai Romani, dai Longobardi ai Normanni fino ad arrivare agli Spagnoli, tutti hanno compreso la posizione strategica del paese. Ancora oggi Laviano rappresenta il congiungimento tra Salerno, Avellino e la Basilicata. Negli ultimi anni il paese si è affermato come meta di visitatori grazie al Ponte Tibetano e al Castello, diventando un punto d’incontro tra cielo e terra.

Laviano, tra strade e fiumi

Il paese di Laviano è il portiere del grande condominio chiamato Provincia di Salerno. Al territorio di Salerno si accede attraversando il montuoso valico di Conza che divide la Valle del fiume Ofanto irpina dalla Valle del Sele salernitana. L’Ofanto e il Sele sono due dei maggiori fiumi dell’Italia Meridionale, da sempre principali vie del commercio e di collegamento. Laviano segna l’inizio dell’Alta Valle del Sele. Si può immaginare questo paese come un’antica barriera autostradale, un ingresso al tracciato che congiungeva i due mari, Tirreno e Adriatico, passando per gli Appennini. Infatti percorrendo il vicino fiume Ofanto si arriva in Basilicata e in Puglia, percorrendo il Sele in Campania e sulla strada per la Calabria.

Laviano e il suo Ponte visto dal Castello

Laviano e il Ponte Tibetano visto dal Castello

Laviano, fenice dell’Alto Sele

Laviano è una fenice. Nasce, splende, muore e rinasce dalle proprie ceneri. La millenaria storia di questo paese è distrutta completamente dal forte Terremoto dell’Irpinia nel 1980. La terra ha vibrato brutalmente, radendo al suolo l’intero borgo e scuotendo profondamente la vita e gli animi dei lavienesi. Dell’antica Laviano non è rimasto nulla. La modernità archittettonica e il cemento hanno fatto breccia in questi luoghi con violenza a causa del terremoto. Tutto il paese è stato rifondato e ricostruito sul versante opposto della montagna con tecniche antisismiche.
Terra diversa, palazzi nuovi, strade ampie, ma sempre gli abitanti conservano lo stesso spirito, consapevole delle origini e del proprio ruolo nel tempo.

Il Castello di Laviano

Sulla sommità della Rupe dell’Olivella svetta ancora il Castello Medioevale Normanno-Svevo. Il Castello Che è Sopravvissuto, potremmo definirlo con un riferimento al mondo di Harry Potter. Nato nel X secolo, questa fortificazione normanno-sveva è quasi l’unico edificio superstite della tragedia del 1980 a Laviano. Come un instancabile guardiano del tempo, il Castello sovrasta e sorveglia ancora la sua Laviano. La fortezza caratterizza il territorio e da una precisa identità al paesaggio anche del nuovo paese. Il Castello nei secoli ha subito varie trasformazioni da parte dei popoli regnanti o dei proprietari privati che si sono susseguiti. I danni del terremoto sono stati molti ed ingenti, ma il castello medievale è ancora in piedi, restaurato e ben tenuto.

Laviano e il suo Castello

Laviano e il suo Castello Normanno Svevo

Il Ponte Tibetano

Dalla Rupe dell’Olivella, su cui sorge il Castello, all’altro lato del Vallone delle Conche, si fa spazio un torrente in una gola tra le due montagne. Sopra questo torrente dal 2015 vi è il “Ponte Tibetano“, un ponte costruito con grandi cavi di acciaio che mette in collegamento le due estremità delle montagne. Il ponte permette una passeggiata sospesa tra la terra e il cielo, una vista suggestiva sui rigogliosi boschi sottostanti e sulle idilliche vallate circostanti. Lo scroscio dell’acqua del torrente e il sibilo del vento permettono a chi lo attraversa di integrarsi mentalmente e sentimentalmente nel paesaggio.

Laviano e il suo Ponte

Laviano e il Ponte Tibetano

Memorie

L’associazione Italia Nostra per Laviano si prende cura del Castello e dei suoi visitatori. I giovani volontari si prodigano a spiegare la storia e le vicende umane di quei luoghi e del Castello.
Molto evidente è il sentimento di appartenenza a Laviano delle persone del luogo. “La generazione senza ricordi” così si definiscono i giovani nati nel paese interamente ricostruito dopo il terremoto del 1980. “Il paese senza memoria” ha saputo ricostruire i suoi ricordi e riscoprire la sua economia, la sua storia e la sua identità.

Gianni Fiorito

Autore: Gianni Fiorito

Semplicemente Gianni.
Vivo per il mio adorato territorio, girandolo in lungo e in largo per conoscerlo e ammirarlo.
Amo la cultura in tutte le sue sfumature e declinazioni, viaggio per imparare la bellezza della diversità e il fascino dell’uguaglianza.
Trascorro la mia giovinezza nella dolce Salerno, cullato da vividi tramonti e da fragorose onde.
Il liceo classico Torquato Tasso mi ha fornito un grande bagaglio formativo, una specie di valigia che mi porto sempre dietro, come la coperta per Linus o la bacchetta per Harry Potter.
Ora sono un laureando in Scienze Giuridiche all’Università Federico II di Napoli.
Le mie variegate esperienze e gli affetti mi hanno permesso di avere valori e principi saldi ai quali non rinuncerei mai.
Credo nelle scelte e nel coraggio dell’uomo, credo nella forza della parola e della scrittura, credo nella capacità di lasciarsi sempre meravigliare dalla vita, credo nella possibilità di creare ogni giorno un mondo migliore.

Laviano e il suo ponte, il paese ponte tra popoli e regioni ultima modifica: 2019-04-24T09:00:33+02:00 da Gianni Fiorito

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