CONOSCERE SALERNO

San Pietro in Camerellis: all’angolo della movida

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La Cappella di S. Pietro in Camerellis nasce leggermente dislocata. Quello che oggi per noi è il ”centro storico”, nonchè il centro della movida salernitana, una volta era la periferia della città. In un periodo in cui Salerno era tutta intorno a quella che oggi chiamiamo Piazza Malta, tra Piazza Portanova, via Roma e Corso Garibaldi.

La storia di S. Pietro in Camerellis vanta origini molto antiche, ma in realtà oggi è tutta nuova. Per sua sfortuna, la struttura odierna abbastanza spartana ne ricorda i trascorsi degli ultimi settant’anni. Distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale, venne demolita e ricostruita completamente. Poi danneggiata dal terremoto. Chiusa tra i palazzi, ancor più recenti, sembra stringersi su sè stessa. Solo entrando, lo spazio sembra esplodere.

La modernità non trapela solo dalla struttura. Potete notare una pagina Fb continuamente aggiornata e numerosi eventi per coinvolgere la Comunità Parrocchiale nella vita religiosa.

Quando ancora non avevamo i social network, noi, ci radunavamo nella piazzetta in Corso Garibaldi. Seduti sulla fontana, che già aveva finito la sua carriera, o sulle panchine antistanti la Chiesa. Sabato sera a chiacchierare e ridere. Magari a parlare di chi si accalcava nella vicina Piazza Portanova.

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L’arrivo felice in Campania Felix

Il nome non è ben chiaro se si riferisca al cammino che S. Pietro fece attraverso Salerno per raggiungere Roma. Le Camerelle sono più precisamente delle cisterne per la raccolta dell’acqua diffuse in diverse parti della Campania.

Leggenda vuole che Pietro, sbarcato a Brindisi per percorrere la Via Appia in direzione Caput Mundi, abbia raggiunto la via Tirrena per incontrare Paolo nella Campania Felix.

E proseguire insieme il cammino verso il martirio.

Una testimonianza di questo passaggio pare trovarsi in un affresco nella grotta dell’Angelo a Olevano sul Tusciano.

I Salerntiani, per accapparrarsi la protezione del Santo, hanno voluto dedicare diverse Chiese all’Apostolo Pietro, in memoria del suo passaggio.

Ve ne è una presso ogni porta della città e nel pieno di Piazza Portanova, verso la Via del mare.

Padri Crociferi e S.Pietro ”extra moenia”

Nel 1231 i Padri Crociferi si trasferirono nella chiesa di San Pietro in Camerellis.

La storia della chiesa è legata alla presenza dei Padri Crociferi a Salerno, un ordine istituto in Italia nel 1169 da papa Alessandro III.

La loro missione era quella di dare ospitalità ai viandanti che, dopo la chiusura delle porte, non fossero riusciti ad entrare in città.

Ecco l’utilità della struttura ”extra moenia”.

Nel 1653, la parrocchia era collocata ancora al di fuori del recinto murario della città ed era destinata a servire un territorio vastissimo.

L’obbligo della residenza per i cappellani si spiega proprio con la necessità di amministrare i sacramenti al di fuori delle mura, a chi si trovasse fuori dalle porte della città, una volta chiuse.

Tra memorie storiche e ricordi di quotidianeità e abitudini di una generazione, i Salernitani sono inevitabilmente legati alla Parrocchia di S. Pietro in Camerellis.

Ormai al centro della nostra città, non più fuori dalle mura.

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

San Pietro in Camerellis: all’angolo della movida ultima modifica: 2018-04-13T12:23:11+00:00 da Erika V Mogavero

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