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Storia

Papa Gregorio VII, tra Salerno, Canossa e Sovana

Gregorio Vii Nel Duomo

Papa Gregorio VII è il pontefice custodito nella Cattedrale di Salerno a cui il popolo salernitano è profondamente devoto. In occasione del Millenario della nascita di Ildebrando di Soana, avvenuta nell’anno 1020, il corpo di san Gregorio VII è tornato, nel febbraio 2020, nella sua città natale, Sovana, un piccolo borgo maremmano, frazione del comune toscano di Sorano, nella provincia di Grosseto. Il 24 febbraio 2021, le spoglie del pontefice sono tornate nella sua amata Salerno.

Papa Gregorio: l’elezione e il papato

Reliquie Di Gregorio Vii
Teca con le reliquie di Papa Gregorio VII

Il 22 aprile del 1073 Ildebrando di Soana, diventò il 157º papa della Chiesa cattolica col nome di Gregorio VII. La sua elezione avvenne a furor di popolo un solo giorno dopo la morte del precedente Papa Alessandro II. Gregorio fu un grande innovatore in una chiesa minacciata da una grave crisi interna tra disordini e alla corruzione. Il papa si pronunciò a favore del celibato del clero ed attaccò duramente la simonia, affermando la superiorità del papato su ogni autorità temporale. In questo modo nacque uno scontro aspro con l’imperatore Enrico IV del Sacro Romano Impero.

L’umiliazione a Canossa di Enrico IV

La disputa tra pontefice e imperatore spinse Papa Gregorio VII a scomunicare l’imperatore Enrico IV. Infatti, con la scomunica del 22 febbraio 1076, papa Gregorio VII sciolse i sudditi di tutto l’impero dal giuramento di fedeltà all’imperatore. La scomunica comportò un forte malcontento popolare e una rivolta dei principi in Germania che costrinse Enrico IV a recarsi a Canossa, presso Gregorio VII, per ottenerne la revoca. A Canossa ebbe luogo il celebre episodio dell’ umiliazione di Canossa: infatti, nel 1077 Enrico IV giunse davanti al castello della Grancontessa Matilde di Canossa per essere ammesso al cospetto del papa. L’imperatore attese ben tre giorni di fronte al portale chiuso, inginocchiato fuori al castello durante una bufera di neve, a piedi nudi, vestito con un saio da penitente, col capo cosparso di cenere. Il 28 gennaio 1077, Gregorio VII incontrò l’imperatore e, dopo un negoziato, vi fu la riconciliazione.

Gregorio VII esiliato a Salerno

Passeggiata duomo San Matteo a Salerno
Quadriportico e campanile della Cattedrale di Salerno

Ottenuta l’assoluzione dal pontefice, Enrico IV spense le rivolte in Germania e restaurò tutto il suo potere sull’impero, riaccendendo la lotta per la disputa col papa. Infatti, Il 7 marzo 1080 Gregorio VII scomunicò nuovamente Enrico IV per non aver rispettato i patti di Canossa. A quel punto l’imperatore nominò un antipapa e poi occupò Roma nel 1083. Il Papa si rifugiò a Castel Sant’Angelo e chiese soccorso al duca normanno Roberto il Guiscardo. Nel 1084 le truppe normanne difesero e liberarono Gregorio VII, ma dopo saccheggiarono e devastarono Roma. Per questo motivo, il papa perse il favore del popolo romano e tutta la sua popolarità. Gregorio VII non fece più ritorno a Roma e soggiornò in esilio a Salerno. Il pontefice a Salerno nel 1084 consacrò la Cattedrale del patrono San Matteo, chiesa in cui egli fu sepolto dopo la sua morte il 25 maggio del 1085.

Papa Gregorio VII, tra Salerno, Canossa e Sovana ultima modifica: 2021-03-02T12:00:00+01:00 da Gianni Fiorito

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