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Quel che non sapete del tradizionale Carnevale: agenda eventi

A Carnevale, ogni scherzo vale. Poi si torna alla Cosmogonia!

Il Carnevale è Festa, è Caos. Canti, balli, colori, sregolatezza e carri allegorici. Il rito propiziatorio che aspetta il rigenerarsi della Vita. Il passaggio dall’Inverno, l’oscuro, alla Primavera, la Luce. Dal Caos al ripristinarsi della Cosmogonia.
Le maschere più o meno mostruose hanno spesso significato apotropaico e la funzione di prestar corpo ai morti che risalgono dagli inferi per unirsi ai vivi, in questo periodo. (Vi ricorda anche la Vigilia di Ognissanti?!)
La figura rappresentativa per eccellenza è Arlecchino. Disegnato da tutti i bambini sin dall’asilo, con le sue toppe colorate. In realtà, è una figura di origine infera. Il suo è il nome di un demone sotterraneo. Lo ritroviamo col nome Alichino nell’inferno Dantesco, tra i diavoli che hanno il compito di controllare i barattieri nella pece bollente.
Inizialmente, le Herlequins erano le donne che cavalcavano con la dea della morte Hel, ma nella cultura francese, Hel divenne un uomo, il re Herlequin.
Nel Medioevo si cercava di esorcizzare le paure del soprannaturale in scena, con la rappresentazione comica dei demoni pagani che il Cristianesimo non era ancora riuscito a sradicare del tutto.

Arlecchino e Pulcinella

Nei miei ricordi di bambina salernitana, c’è il Carnevale di Fratte. Dopo la consueta sfilata di carri in cartapesta, preparati con cura per un intero anno, la serata finale prevedeva il falò del Re del Carnevale. Un enorme fantoccio che veniva dato alle fiamme per concludere i bagordi dei giorni precedenti.
Quest’anno i carri partiranno dalla Parrocchia Sabato 10 Febbraio alle 15,30.

Carnevale Campano

L’alter ego conclamato di Arlecchino nel Carnevale e nella Commedia dell’Arte è senz’altro Pulcinella. Rappresentante assoluto della napoletanità, in tutte le sue sfaccettature, alle prese con il quotidiano. Archetipo di vitalità, un anti-eroe ribelle e irriverente, si contrapponeva alla figura del servo sciocco.
Il nome deriverebbe da Piccolo Pulcino, per via del naso adunco, o addirittura da Puccio d’Aniello, un personaggio di Acerra del 1600 che si unisce ad una compagnia di commedianti girovaghi. Probabilmente la derivazione più antica proviene dalla figura di Maccus nelle Atellane Romane.
Servo dal naso lungo e dalle guance grosse, con ventre prominente e una camicia larga e bianca.
La voce quequera lo accomuna anche a Kikirrus, dal nome effettivamente onomatopeico. Molte altre le maschere della tradizione campana.

Scaramuccia, il cui vestito ricorda l’uniforme spagnola. Tartaglia, l’ avvocato, che prende il nome dalla sua balbuzie e veste con un ampio abito verde a strisce gialle. La maschera di Don Nicola se ne andava in giro declamando versi, rime e onoranze funebri per il Carnevale morto.
Anche la maschera calabrese di Giangurgolo in realtà è di origini napoletane, nata per ironizzare sullo studente calabrese in Campania, che andava in giro come un gradasso con la fama di don Giovanni.
Conosciamo per lo più il Carnevale veneziano, quello di Viareggio o di Putignano. In realtà, in una regione dove è particolarmente sentito il legame coi morti, com’è la Campania, il Carnevale è sempre stato particolarmente rappresentato e rappresentativo. Nel 1737, il Carnevale Borbonico comprese i festeggiamenti per l’addio al celibato di Carlo di Borbone e pare che il Re di Salerno arrivò a Toledo con i cavalieri travestiti da popolani, lanciando confetti sui cittadini.

Alesio. Sarno

Eventi Carnevale a Salerno

Fitta la programmazione nel Salernitano

Molti partono già dalla domenica 04 febbraio. Come a Gromola che, in attesa dei carciofi, consegna all’organizzazione il Premio ricevuto l’anno passato.
Si continua sabato 10 febbraio e Domenica 11, fino al 18, tra Capaccio e Paestum con la prima sfilata dei carri allegorici e l’esibizione delle majorettes.
Tramite il lavoro de L’associazione ”Amici del Carnevale di Capaccio Paestum”
e ”Adc Ca’pacciàmm”. Non perdetevi ”La canzone di Zeza” durante il Martedi’ Grasso.
Il 4 prende il via anche la 47a edizione del colorato e maestoso Carnevale di Agropoli. A cura dell’ “Associazione il Carro”. Le maschere sono realizzate con prodotti riciclati.

Programma completo qui:

http://www.ecampania.it/salerno/eventi/carnevale-agropoli-2018-programma-completo

Tutto pronto a Baronissi. Risultato del lavoro delle varie Associazioni delle frazioni e del Comune stesso, il Gran Carnevale di Baronissi sarà anche itinerante. L’8 febbraio la sfilata dei carri passerà per Capriglia di Pellezzano. Poi sarà la volta di Lancusi, Battipaglia, San Severino e Bracigliano.

A Sarno troviamo il cugino salernitano di Pulcinella. Simbolo non solo del Carnevale dell’Agro-Nocerino, ma della storia della città. Alesio è rappresentato in un carro allegorico che fa da simbolo dell’intera manifestazione. Ha il viso dipinto di azzurro e di giallo, a rappresentare l’unione tra la vita e la morte, della luce con l’oscurità.

La presentazione è partita già Domenica 28 gennaio. Si prosegue per i prossimi fine settimana fino alla parata finale del Martedì Grasso.

Sabato 10 i carri sfileranno per le vie di Pagani, domenica 11 per quelle di Nocera. Lunedì 12 i gruppi di ballo si esibiranno nel Centro Sociale di Sarno.

Gran Carnevale di Maiori

Alla 45a edizione il Gran Carnevale di Maiori

Senz’altro l’evento più atteso del Carnevale a Salerno dagli anni ’60. Tema importante quest’anno, “I Classici della Letteratura Internazionale rappresentati attraverso la Storia Contemporanea”. Dal 10 al 18 febbraio. Programma completo qui:

http://www.salernotoday.it/eventi/carnevale-maiori-programma-10-18-febbraio-2018.html

Domenica 11 febbraio, l’associazione Ballando per le strade organizza al Centro Sociale di Salerno l’evento “Carnevale 2018 in Danze”, festa dedicata a grandi e bambini. Il tema è il vecchio west.

Mentre pare che il centro storico, così come il Lungomare, resteranno liberi da manifestazioni e goliardia. Il Comune non ha stanziato fondi per il Carnevale.

Poco male, godiamoci la provincia!

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

Quel che non sapete del tradizionale Carnevale: agenda eventi ultima modifica: 2018-02-09T10:32:20+00:00 da Erika V Mogavero

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