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Vallo di Diano e Alburni

Sala Consilina: dalle necropoli alle vive tradizioni

Sala Consilina nel Vallo di Diano

Sala Consilina è uno dei 15 comuni dello splendido Vallo di Diano, in provincia di Salerno. Il suo centro si trova a 614 metri sul livello del mare, con una posizione mozzafiato sul margine orientale della conca. Stiamo parlando di una città con antichissime radici storiche, che ancora oggi mantiene vivi i suoi culti e le sue tradizioni.

Le origini villanoviane di Sala Consilina

Sala Consilina ospita sul suo territorio un importante sito archeologico di sepolture. Si tratta di una necropoli stratificata nei secoli, la cui parte più antica risale addirittura all’inizio dell’Età del Ferro. La zona rimase però in utilizzo fino al 470 a.C. La necropoli venne costruita da popolazioni villanoviane che si stanziarono nella zona. Esse avevano infatti contatti con l’ambiente costiero tirrenico. Resti di queste popolazioni si trovano a sud-est del paese moderno e a nordovest, in località Sant’Antonio e San Nicola. Presentano grande interesse le ceramiche con decorazione geometrica nello stile “a tenda”, tipiche dell’area enotria, datate all’VIII secolo a.C. Alla fine del VI secolo a.C. risale invece la tomba “principesca”, con un corredo di vasi di bronzo e ceramiche a figure nere. Questi reperti testimoniano appunto gli scambi commerciali che gli antichi popoli del Vallo di Diano ebbero con la Grecia.

Sala Consilina dai longobardi ad oggi

Gran parte di questa ricchissima collezione archeologica si trova oggi nel Museo Archeologico cittadino. Inaugurato nel 1982, si trova al momento presso la Grancia Certosina, così da consentire gli interventi di restauro dell’antica sede del convento Cappuccino. Il museo espone una selezione degli oltre mille corredi funerari tombali recuperati dalla Soprintendenza sul territorio. Con i suoi circa quindicimila abitanti, chiamati “salesi”, Sala Consilina è al giorno d’oggi la città più popolosa del Vallo di Diano. Il nome attuale deriva dal latino “Consilinum”, l’insediamento longobardo di periodo appunto tardo-romano. Dopo il periodo normanna, Federico II distrusse la città nel 1246, per vendicarsi di una congiura, e così anche gli Aragonesi nel 1497. Divenne sede vescovile nel Seicento e fu capoluogo sotto il Regno delle Due Sicilie e poi anche nel Regno d’Italia. Nel 1990, ottenne infine il titolo di città per decreto del Presidente della Repubblica.

Il Culto di San Michele Arcangelo

Sala Consilina può vantare numerose chiese di interesse storico e artistico. La Chiesa di Santo Stefano (XII secolo) ospita i dipinti religiosi del pittore Giovanni De Gregorio, detto “il Pietrafesa”, di scuola napoletana. I salesi sono inoltre molto legati al culto di San Michele Arcangelo. Secondo la tradizione, l’arcangelo apparve ad un pastore nel XII secolo sotto le sembianze di un fanciullo. Lo stesso arcangelo, parlando dal cielo oscurato sul monte Balzata, chiese poi ai salesi di edificare una cappella. In cambio, gli abitanti hanno dunque avuto protezione dalla peste nera e da successive calamità naturali. Nel Settecento, da un affresco della stessa cappella, ampliata poi in un santuario, si dice che siano sgorgante delle goccioline di “manna”, raccolte e conservate in un’ampolla presso laChiesa dell’Annunziata.

Sala Consilina: dalle necropoli alle vive tradizioni ultima modifica: 2020-01-24T09:00:00+01:00 da Davide Proto

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