CONOSCERE SALERNO

La cornice del Giardino della Minerva

Vista dal Giardino

 

Un angolo di verde tra cielo e mare

Dall’alto del Fusandola sembra di aver davvero tutta la città sotto i piedi. Si parla di futuro, di passato, di presente e di progetti.
Oppure, semplicemente ci si rilassa, godendo dell’ombra delle antiche fronde e del panorama.
I terrazzi fioriti, il luccichio del mare, le fontane arabe che sgorgano l’acqua dalla roccia. Tutto incastonato alla perfezione per mettere il visitatore nelle condizioni di sognare e fa tutto parte dell’onirica cornice del Giardino della Minerva.
Il Giardino della Minerva si trova a ridosso delle antiche mura di cinta. Questa zona nel Medioevo era conosciuta col nome di Plaium montis. A metà strada tra gli orti cinti e terrazzati che dalla Villa comunale salgono verso il Castello di Arechi.
Orto botanico antesignano degli orti botanici d’Europa. è quello che ci resta a testimonianza del nostro grande orgoglio come progenitori dell’applicazione e della divulgazione medica.

Fiore del Cappero, Giardino

Fiore del Cappero, Giardino

Laboratorio delle erbe nel passato salernitano

La particolare tipologia di disegno e uso della vegetazione è stata poi ripresa anche nei altri orti botanici. Ad esempio quello di Padova, Pisa, Firenze, Pavia e Bologna. Alcuni di questi avevano rivendicato il primato come nel caso di molti altri ”falsi storici”.
Diversamente, il Regno di Napoli dovrà attendere circa tre secoli, per avere un’istituzione universitaria a servizio dello studio e dell’insegnamento della botanica.
Nei Giardini della Minerva vennero, per la prima volta, coltivate e classificate una grande quantità di piante ed erbe. Lo scopo era quello di studiarne per fine scientifico le proprietà terapeutiche e medicamentose. Qui era svolta una vera e propria attività didattica. Si mostravano agli allievi della Scuola Medica le piante con il loro nome e le loro caratteristiche.
Il sito è dotato di un particolare microclima. È favorito dalla scarsa incidenza dei venti di tramontana e dalla favorevole esposizione. Ancora oggi permette la coltivazione o addirittura la propagazione spontanea di specie vegetali, di qualsiasi condizione atmosferica esse abbisognino.

Fontana del Giardino

Fontana del Giardino

La bussola di Minerva

Al centro del primo giardino, notiamo una specie di ”bussola del clima”. Ci orienta verso le varie tipologie di piante, in un inspiegabile incrocio di microclimi umido-freddo, umido-caldo, caldo-secco, freddo-secco. Si può avvertire anche sulla propria pelle, camminando tra gli esemplari a poca distanza l’uno dall’altro.
La ”bussola”, come l’abbiamo voluta chiamare, ricorda un pò il gioco degli umori di Ippocrate, che troviamo anche all’interno della struttura.
Tutta la storia di una città, la nostra città, è racchiusa tra queste pietre e queste aiuole.
In un paio di ore in estremo relax, si raggiunge e si visita il sito. Lasciando il resto della giornata per raggiungere anche altri luoghi vicini di interesse. Volendo, a pochi minuti, la prima tappa della Costiera Amalfitana è l’incantevole Vietri, soprattutto nei mesi estivi, per un bagno.
Vale veramente la pena sedersi a quei tavolini in ceramica vietrese per un thè. Se la salita vi ha messo in affanno, con la veduta perderete completamente il fiato.

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

La cornice del Giardino della Minerva ultima modifica: 2017-07-07T11:33:50+00:00 da Erika V Mogavero

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