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ARTE E CULTURA

Sieti di Giffoni Sei Casali: la Sorgente e Narciso

Sieti Tra La Sorgente E Narciso

Alla riscoperta di due piccoli scorci disseminati per il casale di Sieti: la Sorgente e Narciso. Queste meraviglie ci faranno assaporare rispettivamente l’uno la vicinanza alle origini e l’altro il potere dell’amore. Conosciamo tutto nel dettaglio.

Il casale di Sieti: la Sorgente

La Sorgente
La Sorgente nel Giardino delle Acque Lustrali

Sieti è una frazione di Giffoni Sei Casali situata in provincia di Salerno e facente parte del Parco regionale dei Monti Picentini. La denominazione di Sieti è ancora oggi incerta. Alcuni sostengono che derivi dal latino segetum “campo coltivato” in riferimento alle coltivazioni a terrazzamenti presenti. Altri, invece, che deriverebbe dal latino secretum per indicare il luogo “segreto” quale risulta essere per la sua posizione geografica. Negli ultimi anni Sieti è rinomata come Paese Albergo e configura tra i Borghi Autentici d’Italia. In un angolo del casale di Sieti, conosciuta come Giardino delle Acque Lustrali, è stata installata la scultura “La Sorgente” di Nicola Salvatore. Si tratta di un cerchio con al centro una sorta di imbuto, chiaro riferimento all’utero femminile. Una figura che nell’insieme sta a simboleggiare la nascita. In questo caso la nascita dell’acqua, da cui poi il nome “La Sorgente”. Infatti, è un luogo sulla superficie terrestre da dove fuoriesce in modo del tutto naturale l’acqua.

Narciso a Sieti

Al di sotto della Chiesa Santa Maria delle Grazie, scorgiamo nei pressi di Piazza Albori un abbeveratoio, utilizzato un tempo per dissetare gli animali domestici. Su di esso è stata posta la scultura “Narciso” di Gerardo Di Fiore. Narciso è il mitico personaggio insensibile all’amore che la dea Nemesi punì per non aver ricambiato l’amore della ninfa Eco. Nemesi, la dea della vendetta, con uno stratagemma fece in modo che Narciso si innamorasse della propria immagine riflessa in una fonte d’acqua.

Abbeveratoio Narciso
Abbeveratoio

La storia di Narciso

Possiamo notare la tranquillità e la quiete sprigionata dall’ambientazione, caratterizzata dal piacere di ritrovarsi in un mondo rurale ancora poco urbanizzata. In più, nel volto di Narciso non c’è nessun segno di struggimento ma una continua e perenne beatitudine, scaturita dall’amore smisurato per se stesso. Sulla storia di Narciso esistono molte versioni, ma la fonte più autorevole è Ovidio. Egli nelle sue Metamorfosi narra che il bellissimo adolescente, quando era ancora in fasce, fu condannato a non poter mai vedere la sua immagine riflessa. In quanto l’indovino Tiresia rivelò che Narciso, una volta scoperti i suoi lineamenti, era destinato a innamorarsi di se stesso.

Narciso Si Specchia Nella Fonte
Narciso si specchia nella fonte

In questo frangente della sua vita, Narciso è ancora all’inizio dell’amore impossibile per se stesso. Per questo motivo, mostra un viso quasi angelico come lo è l’innamorarsi di una persona per la prima volta. Le labbra sono in un sorriso spontaneo e costante, mentre le sopracciglia si presentano ampie e distese. Solo in un secondo momento, Narciso capì che il suo amore non poteva essere ricambiato e morì consumato dalle pene d’amore per se stesso.

Sieti di Giffoni Sei Casali: la Sorgente e Narciso ultima modifica: 2020-06-16T09:00:20+02:00 da Anna Salsano
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