ARTE & CULTURA

Il Castello Macchiaroli: lo scenario della Congiura dei Baroni

Castello Macchiaroli 2068

Il periodo medioevale, per quanto indubbiamente spaventoso sotto certi aspetti, ha sempre esercitato un certo fascino nei miei confronti. Questo fascino si acuisce quando mi ritrovo a camminare in luoghi trasudanti di storia. La mia prima visita a Teggiano risale a parecchi anni fa, quando ancora non ero così grande da capire cosa effettivamente fossero i baroni, i duchi e i feudi. Ciò che conquistò subito la mia attenzione fu il Castello Macchiaroli, con i suoi mattoni a vista e la sua – all’epoca – altezza sconfinata. Di fronte agli occhi di una bambina, il castello sembrava un rifugio sicuro, dove si poteva giocare o correre. Ciò, però, anche di fronte ad una bambina, senza escludere la mitizzazione di quel luogo.  Anche adesso accoglie chi lo guarda con estrema autorità. Come può non farlo un pezzo di storia così imponente?

Castello Macchiaroli

Castello Macchiaroli

Le origini del Castello

Le prime notizie sul Castello risalgono al 1405, secoli così lontani e così difficili da immaginare. In quell’anno il re di Napoli Ladislao di Durazzo aveva alleggerito il carico fiscale per gli abitanti del Vallo di Diano. Essi stavano restaurando il castello, aggiungendovi una autorevole torre. Il feudo, in precedenza, era appartenuto alla famiglia Sanseverino ma erano stati punti dal re. Difatti, avevano fomentato una famiglia avversa a Ladislao, gli Angioini di Provenza. Il buon re, il cui regno terminò circa un decennio dopo, nel 1414, non avrebbe mai potuto immaginare che il castello tanto adornato sarebbe stato scenario di congiure.

Medioevo

Medioevo

 

La Congiura dei Baroni

La Congiura dei Baroni risale al 1485-86 e vide la nobiltà dei feudi ritorcersi contro gli Aragonesi. Troppo moderni e con troppo potere, la famiglia insediatasi sul trono di Napoli voleva smantellare il potere feudale, accentrando nello scettro reale tutto il potere. Ciò aveva portato a degli scontri già parecchi anni prima, fino a sfociare alla congiura organizzata dal principe Antonello dei Sanseverino. Lo scopo era che i baroni vicini a Napoli avrebbero ostacolato il ritorno del Re, isolando la capitale. Il re Ferrante però fu più abile di loro e riuscì a sventare la congiura riacquisendo il suo potere ormai sconfinato. Fu proprio nel Castello dei Macchiaroli che i congiurati si riunirono. Ed effettivamente, addentrandovici, non risulta difficile immaginare il fruscio degli abiti dei baroni, le loro parole sussurrate e la loro determinazione.

Elena Morrone

Autore: Elena Morrone

Elena Morrone, nata nel 1995 a Salerno, ha frequentato il Liceo Classico di Salerno Torquato Tasso, dove ha diretto il giornalino scolastico Kaos. Dopo essersi diplomata si è iscritta all’Università di Salerno alla facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Ha collaborato con numerosi giornali online, occupandosi di vari settori, dal cinema alla politica.
Il suo hobby preferito, vedere film e serie tv, si è trasposto anche nella partecipazione per sei anni consecutivi al Giffoni Film Festival come giurata. Si interessa molto di cultura orientale, praticando anche yoga e leggendo libri a riguardo.

Il Castello Macchiaroli: lo scenario della Congiura dei Baroni ultima modifica: 2018-06-28T14:40:06+00:00 da Elena Morrone

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