CONOSCERE SALERNO

Mazzo della Signora nella storia dei Salernitani

Adesso facciamo un gioco…

Alzi la mano chi di Voi conosce il vero nome del Mazzo della Signora.
Il Colle Bellara, o Bellaria, è stato denominato Mazzo della Signora persino nei documenti ufficiali, fino agli inizi degli anni ’90.
Se si pensa alla ”bell’aria” che si respira in altezza, il nome originario non lo dimenticheremo più.

vista dal Mazzo della Signora

vista dal Mazzo della Signora


In realtà, per i Salernitani, è popolarmente ”Masso della Signora”, perché ”Mazzo” ”pare troppo volgare”. Che poi questa ”Signora” chi sarà stata mai?
Il colle Bellara era anticamente collegato al promontorio del Forte la Carnale, delimitando a Sud la Valle dell’Irno. Alle spalle, invece, la sua immensa pineta si unisce ai boschi di Giovi.
Su in cima sono allestite decine di antenne, ripetitori e tralicci. Ciò non ha mai fermato i cittadini a trascorrere intere giornate sotto i pini marini. Pic-nic sul Mazzo della Signora erano d’obbligo il Lunedì in Albis.

Negli anni ’70, ai piedi del colle si è vista un’edificazione massiva. In particolar modo, nel Rione di Sala Abbagnano.

Bunker sul Monte Bellara

”Fate l’amore, non fate la guerra”

Ma la storia di questo colle va ben più indietro con gli anni, sino al Secondo Conflitto Mondiale. L’altura e il collegamento ottico con la Carnale, rendevano il Colle Bellara un punto di vedetta perfetto verso il mare. Furono costruiti bunker e torrette, che fungevano anche da deposito armi.
Eppure, noi giovani salernitani, non riuscivamo ad immaginare i fucili, i conflitti e gli sbarchi alleati. Quando ci si ritrovava ”sul bunker”, giocavamo all’amore, non alla guerra.

Diventava un punto d’appoggio per affacciarsi verso il Golfo. Dal monte Bellara si vede tutta la città, i Monti Lattari, la Costiera, la Piana del Sele. Fino a Punta Licosa.
Ora alzi la mano chi non è stato almeno una volta sul Mazzo della Signora a godersi la città illuminata di sera.

E provvedete!

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

Mazzo della Signora nella storia dei Salernitani ultima modifica: 2017-11-27T09:22:56+00:00 da Erika V Mogavero

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