I SALERNITANI RACCONTANO SALERNO

itSalerno

ARTE E CULTURA

Ostigliano, Santa Caterina d’Alessandria un culto dalla storia secolare

Ostigliano

Ostigliano è uno dei tanti piccoli paesi che fa parte del Cilento odierno. Come tanti di loro, assomma nella propria cultura, il culto dei Santi. Oltre alla festività patronale, in memoria di San Giovanni Battista, ha nel tempo espresso devozione alla figura di Santa Caterina d’Alessandria. Ben nota nel panorama culturale del Meridione d’Italia. Noto è il proverbio che recita Come Catarenea accussì Natalea.

Ostigliano, un piccolo casale del Cilento

Ai margini del Cilento Storico, adagiato sul fianco della collina, si trova Ostigliano. Il paese, che conserva autonomia di Università fino alla prima metà del XIX secolo, successivamente diventa frazione di Perito. Entrambi i casali, hanno condiviso buona parte della loro storia con la vicina Gioi. Solo marginalmente riescono a differenziare le loro pagine di vita. Tuttavia, Ostigliano, risente di un certo distaccamento, considerata anche la relativa lontananza dalla posizione centrale di Gioi. Sviluppa parte della sua storia in un contesto sostanzialmente a vocazione agricola. L’economia, basata soprattutto sulla produzione di olio e dei rinomati fichi del Cilento, consente una certa indipendenza. Tenta di arginare le ondate migratorie nel corso del 1900. Non riesce però a contenere l’emergenza. A partire dagli inizi del secolo scorso, riduce progressivamente la sua ampiezza demografica. Oggi conta circa 300 abitanti. I diversi frantoi operanti in passato, sono ormai chiusi.

Chiesa di Ostigliano
Chiesa di Ostigliano (foto Giuseppe Conte)

Storia e tradizione

Nel corso del tempo, il piccolo casale manifesta la propria devozione alla Vergine Maria. Affida la sua protezione a San Giovanni Battista. La parrocchiale, situata alla sommità dell’abitato, mantiene poco della struttura originale. Il culto verso il santo patrono, si è manifestato in modo marcato negli anni passati. Basti pensare che, fino agli anni ‘70 del secolo scorso, è scenario di un suggestivo rituale. Mi è piaciuto definirlo come ‘processione delle lanterne’. Rappresenta quasi un unicum, se non per la pratica rituale senza dubbio per l’espressività che mostra. Ventiquattro lanterne accese aprivano il corteo processionale. Hanno dato vita ad un suggestivo scenario. Si potrebbe facilmente dedurne un attaccamento quasi incontrastato e invece, Ostigliano, riesce a far emergere al propria spiritualità anche in altri culti. In particolare la Madonna di Loreto, legata ad una antica leggenda, e Santa Caterina d’Alessandria.

Ostigliano, Santa Caterina D'Alessandria
Santa Caterina d’Alessandria (foto Giuseppe Conte)

Ostigliano, Santa Caterina

La presenza di Santa Caterina d’Alessandria ha un ruolo attivo nel panorama storico e culturale del paese. Del resto, è una figura importante per il Cilento. Basti pensare alla diffusione decisamente capillare in passato. Oggi, invece, il culto si è notevolmente affievolito. Fra il XVII e il XVIII secolo, la ricorrenza di Santa Caterina è ben rappresentata nelle nostre realtà. In seguito inizia un costante declino. Spesso porta alla scomparsa quasi totale. Ne conserva però memoria nella toponomastica. Per fortuna, rimane nell’iconografia e nella tradizione. Ciò accade anche ad Ostigliano. Già nel 1646, possiede un altare all’interno della chiesa parrocchiale. Il Vicario Gerolamo Prignano di Novi, in occasione di una visita avvenuta nel XVII secolo annota la presenza della cappella di Santa Caterina. Ad oggi, la ricorrenza è ancora viva, seppur limitata alla celebrazione della Santa Messa.

Ostigliano, Santa Caterina d’Alessandria un culto dalla storia secolare ultima modifica: 2019-11-25T09:00:00+01:00 da Giuseppe Conte
To Top