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ARTE E CULTURA

San Cipriano Picentino: alla scoperta della villa rustica

Panorama dai Monti Picentini

L’inaspettata scoperta della villa rustica romana nel Comune di San Cipriano Picentino ha sbalordito i cittadini, ma anche la Sovrintendenza. Un ritrovamento archeologico che lascia senza fiato!

San Cipriano Picentino: un tesoro inestimabile

Vicoli Di San Cipriano Picentino
Vicoli di San Cipriano Picentino

In epoca imperiale (I sec. a. C. – VI sec. d. C.) sono note le ville rustiche comprese tra il fiume Picentino e il torrente Asa, situato a Pontecagnano. Nel Settembre del 1974 a San Cipriano Picentino in via Pozzilli vennero alla luce le mura di un’antica costruzione. Gli scopritori furono un gruppo di operai che, scavando in profondità per poter posizionare le fondamenta di un edificio privato, si imbatterono in questo antico insediamento. Fu impossibile proseguire i lavori e fu necessario chiamare la Sovrintendenza. Gli scavi archeologici iniziarono, ma tutt’ora non sono ancora conclusi. Per poter preservare lo stato di conservazione del sito, la Sovintendenza decise di ricoprire il tutto in attesa di un progetto di recupero, restauro e valorizzazione.

San Cipriano Picentino: i resti della villa rustica

Sotto San Cipriano Picentino si estende una villa rustica terrazzata di età imperiale con annesso un impianto termale. Si estende per circa 7.000 mq tra gli assi viari di via Pozzilli, via Cioffi, San Francesco Spirito e Via Vernieri. Stando ai dati dello scavo, un incendio distrusse il complesso, il quale ha portato al collasso il sistema di copertura degli ambienti. Su di esso, poi, negli anni a venire si costruì al di sopra.

Sotto Le Viscere La Storia
La storia nelle viscere del paese

La Sovrintendenza ABAP di Salerno e Avellino sbalordita esclamò che non si sarebbe mai aspettata che in una zona così periferica e provinciale, si potesse trovare una villa rustica con annesso un impianto termale. Di solito i romani costruivano le ville rustiche presso le zone costiere. Vedesi le ville rustiche più famose come la Villa dei Misteri e la Villa di Diomede a Pompei, Villa dei Papiri a Ercolano, le Ville di San Marco e Arianna a Castellammare di Stabia e la Villa Poppea a Oplontis ossia l’odierna Torre Annunziata.

La villa rustica romana

Sotto San Cipriano
Sotto San Cipriano Picentino

Generalmente le ville rustiche presentavano una struttura a U con due cortili. Un cortile all’interno con una vasca per abbeverare i cavalli e l’altro all’esterno di dimensioni molto più grandi, utilizzato per irrigare i campi. La villa si sviluppava su tre livelli e si divideva in tre parti: la parte residenziale dove vivevano il padrone e la sua famiglia, la parte rustica adibita con celle anguste per gli schiavi e la parte fructuaria con magazzini e ambienti per la lavorazione dei prodotti. Oggi potremmo definire la villa rustica come un’azienda agricola a conduzione familiare. L’agricoltura era il settore economico predominante dell’epoca e costituiva oggetto di prestigio sociale. A San Cipriano Picentino prevalentemente si effettuava la lavorazione dell’olio e della vite.

Curiosità sulle quattro frazioni

Altri Scorci
Vignale

Il Comune di San Cipriano Picentino è suddiviso in 4 frazioni: Vignale, Pezzano, Filetta e Campigliano. Questi costituiscono gli antichi casali, documentati già agli inizi del XI secolo. Il casale è un gruppo di poche case rurali, formatosi in zone e per esigenze particolari. Vignale prende questo nome dall’intensa coltivazione del vino dal latino vinum. Infatti, i romani già appellavano questo luogo vinealis, da cui poi la denominazione Vignale.

La vita all’interno della Villa rustica

Scorci Dell'abitato
San Cipriano Picentino: la chiesa e la piazza

Il dominus, ossia il proprietario della villa, durante la sua assenza assegnava al villicus funzioni imprenditoriali e commerciali. Il villicus era un liberto, ossia un ex schiavo e futuro cittadino, che rappresentava e gestiva in sua assenza tutto il personale. Il dominus molte volte era lontano dalla villa, alla quale si recava dopo aver adempito alle sue attività politiche (negotium) che si svolgevano in città. Una volta in villa vi trascorreva un periodo di riposo dedicato all’otium.

Le terme di San Cipriano Picentino

I romani denominavano l’impianto termale balneum, il quale serviva al padrone e alla sua famiglia per ristorare corpo e mente. Invece, per la pulizia quotidiana del corpo utilizzavano il balneolum ossia un piccolo bagnetto costituito da una tinozza di acqua, dove ogni giorno lavavano le parti più importanti, tra cui viso, gambe e braccia. Poi solo ogni nove giorni compivano il bagno completo. Le terme erano divise in tre ambienti: frigidarium, tepidarium e caldarium. Questi ambienti erano dotate di vasche lunghe e profonde, riempite con acqua. I tubi di terracotta o piombo trasportavano l’acqua all’interno dell’impianto termale. Una volta terminata la seduta nella terme, l’acqua non veniva buttata ma riutilizzata per pulire gli ambienti.

San Cipriano Picentino
Scorci di San Cipriano Picentino

Le terme per differenziare le varie temperature nei diversi ambienti utilizzavano un braciere. Il fumo generato veniva fatto passare al di sotto del pavimento, il quale era sospeso su delle colonnine in terracotta. Successivamente questo fumo veniva condotto in tubature poste al fianco delle pareti, così da sfruttare il naturale percorso del fumo che va dal basso verso l’alto. Più l’ambiente era vicino alla brace, più risultava essere caldo. In questo modo si sfruttava il normale potenziale del fumo.

Gli antichi pasti principali

Scorcio Di San Cipriano
Angoli suggestivi del paese

Dopo l’esperienza alle terme, veniva il pranzo. I testi contano tre pasti quotidiani, diversamente denominati nel corso dei secoli. I romani chiamavano la colazione jentaculum, il pranzo prandium e la cena cena. Marziale ci tramanda tre cose degne di nota che la colazione era costituita da pane e formaggio; il pranzo da carne fredda accompagnata da verdura, frutta e pezzi di pane con vino; la cena da banchetti opulenti e ricchi di ghiottonerie serviti nella stanza detta triclinium, derivante dal latino kline identificato con un letto a tre posti.

San Cipriano Picentino: alla scoperta della villa rustica ultima modifica: 2020-07-09T09:00:00+02:00 da Anna Salsano
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