Parco Nazionale del Cilento

Santa Rosalia: da Palermo a Lentiscosa nel Cilento

Lentiscosa tra mare cielo, fede e natura

Lentiscosa è una suggestiva frazione collinare del Comune di Camerota. Questo borgo cilentano è adagiato tra gli stretti tornanti di una montagna che pian piano procede verso il mare. Una delle particolarità del paese è la devozione per la siciliana Santa Rosalia, patrona di Lentiscosa e di Palermo. In questo modo, la Sicilia e la Provincia di Salerno sembrano corteggiarsi attraverso una foscoliana “corrispondenza d’amorosi sensi” fondata su fede e storia.

Santa Rosalia, “la rosa senza spine”

La nascita di Rosalia fu annunciata al Re normanno Ruggero II di Sicilia mentre ammirava il tramonto dal Palazzo Reale di Palermo.
Secondo la leggenda, una figura apparve al re dicendogli che sarebbe nata “una rosa senza spine” dal nobile conte Sinibaldo de’ Sinibaldi.
Rosalia nacque a Palermo nel 1128, visse nell’agiatezza e fu promessa in matrimonio ad un nobile siciliano. Tuttavia la giovane santa, dopo che le apparve Cristo in uno specchio, scelse l’eremitaggio e una vita di fede e di preghiera. Negli ultimi anni Rosalia visse in una grotta del Monte Pellegrino, promontorio che domina Palermo. In questo luogo solitario Santa Rosalia incontrò la morte il 4 settembre del 1166 o del 1170. Davanti a quella grotta fu poi costruito un santuario in onore di lei.

Festeggiamenti di Santa Rosalia al Santuario di Lentiscosa
La processione di Santa Rosalia a Lentiscosa procede verso il santuario dedicato alla santa patrona

Il culto della Santuzza a Palermo

Il culto di Santa Rosalia è legato alla peste del 1624. Infatti, mentre il flagello della peste imperversava su Palermo, la “Santuzza” apparve in sogno ad una donna ammalata, Girola la Gattuta. Rosalia le indicò il luogo dei suoi resti mortali e le promise la guarigione grazie al voto di salire sul Monte Pellegrino. Per questo motivo, il 15 luglio del 1624 avvenne il ritrovamento delle reliquie. Intanto la peste manzoniana continuava a mietere vittime e fu così che la Santa apparve ad un uomo, Vincenzo Bonelli, che vagava disperato sul Monte Pellegrino, dopo aver perso sua moglie proprio a causa della peste. La Santuzza disse al Bonelli di portare in processione le sacre spoglie per risanare la città. Così una solenne processione di Santa Rosalia attraversò le vie di Palermo e liberò la città dalla peste. Il miracolo della peste fece diventare Santa Rosalia la patrona della capitale siciliana.

Santa Rosalia in processione a Lentiscosa
La processione di Santa Rosalia per i festeggiamenti patronali di Lentiscosa

Lentiscosa, punto d’incontro tra Cilento e Sicilia

Il borgo di Lentiscosa, anche per la natura dei luoghi, ben si sposa con gli scenari siciliani. Dominanti sono i colori della macchia mediterranea, accompagnati da paesaggi mozzafiato in cui cielo, mare, montagne e natura si legano indissolubilmente. Invece, all’arbusto sempreverde del lentisco si lega l’etimologia del nome Lentiscosa. Sopra il dedalo di vicoli e di palazzi del paese, si erge una cupola rivestita di maioliche colorate che creano una peculiare decorazione geometrica. Questa incantevole cupola appartiene alla seicentesca chiesa di Santa Maria delle Grazie, di stile ispano-moresco, con affreschi di influenza orientale a causa dell’antica presenza dei monaci basiliani nel territorio cilentano.

Chiesa e cupola a Lentiscosa
La colorata cupola della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Lentiscosa

Tra questa chiesa e il vicino santuario di Santa Rosalia, in vari momenti dell’anno hanno luogo le celebrazioni in onore della Santa patrona palermitana. Il forte culto di Santa Rosalia a Lentiscosa è anch’esso legato al miracolo della liberazione del borgo dalla peste nel 1656. Storia e fede, natura e panorami rendono Lentiscosa ad un passo da Palermo.

Gianni Fiorito

Autore: Gianni Fiorito

Semplicemente Gianni. Vivo per il mio adorato territorio, girandolo in lungo e in largo per conoscerlo e ammirarlo. Amo la cultura in tutte le sue sfumature e declinazioni, viaggio per imparare la bellezza della diversità e il fascino dell’uguaglianza. Trascorro la mia giovinezza nella dolce Salerno, cullato da vividi tramonti e da fragorose onde. Il liceo classico Torquato Tasso mi ha fornito un grande bagaglio formativo, una specie di valigia che mi porto sempre dietro, come la coperta per Linus o la bacchetta per Harry Potter. Ora sono un laureando in Scienze Giuridiche all’Università Federico II di Napoli. Le mie variegate esperienze e gli affetti mi hanno permesso di avere valori e principi saldi ai quali non rinuncerei mai. Credo nelle scelte e nel coraggio dell’uomo, credo nella forza della parola e della scrittura, credo nella capacità di lasciarsi sempre meravigliare dalla vita, credo nella possibilità di creare ogni giorno un mondo migliore.
Santa Rosalia: da Palermo a Lentiscosa nel Cilento ultima modifica: 2019-07-18T09:00:29+02:00 da Gianni Fiorito

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