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Gaitelgrima e i suoi capelli: leggende della Salerno normanna

Passeggiata duomo San Matteo a Salerno

Gaitelgrima, o Guaidalgrima è un nome di donna che appare ricorrentemente nella storia della Salerno medievale, teatro delle vicende e delle leggende longobarde e normanne. Scopriamo insieme l’importanza di chiamarsi Gaitelgrima ed infine sveliamo la leggenda di una duchessa normanna con questo celebre nome.

“L’importanza di chiamarsi Gaitelgrima”

Gaitelgrima è un nome femminile di origine longobarda. Nel Medioevo i Longobardi hanno regnato sul sud Italia per più di cinquecento anni, lasciando poi spazio ai Normanni. Figure femminili importanti hanno portato il nome di Gaitelgrima e tutte sono legate a nobili casate longobarde e normanne. Infatti, è possibile ricordare Gaitelgrima di Benevento, principessa longobarda moglie del principe di Salerno Guaimario III (spesso indicato come IV). Gaitelgrima di Benevento e Guimario III regnarono sulla città e sul Principato di Salerno negli anni d’oro dell’Opulenta Salernum. Un’altra importante donna con questo nome fu Gaitelgrima di Salerno, sorella della famosa principessa Sichelgaita. Queste due sorelle longobarde erano figlie del principe di Salerno Guaimario IV (spesso V). Entrambe poi si sposarono con nobili cavalieri normanni.

Gaitelgrima di Puglia e di Calabria: duchessa normanna

Dopo l’anno Mille, i Normanni sconfissero i Longobardi. L’intero Mezzogiorno, compreso tra il Molise e Reggio Calabria, diventò territorio normanno del Ducato di Puglia e di Calabria. Artefice dell’impresa fu Roberto il Guiscardo, terror mundi, il quale nel 1077 assediò Salerno e ne fece la capitale. La dinastia normanna nacque dall’unione tra Roberto il Guiscardo e sua moglie, la principessa longobarda Sichelgaita di Salerno. I Normanni di Salerno rimasero per molti anni al governo del Ducato di Puglia e di Calabria. Tra questi vi fu il duca Guglielmo II, nipote del Guiscardo, il quale nel 1114 sposò una nobile fanciulla normanna dal nome Gaitelgrima. Questa Gaitelgrima era la giovane figlia del conte normanno di Alife e di Caiazzo (nell’attuale provincia di Caserta). In questo modo la normanna Gaitelgrima diventò duchessa di Puglia e di Calabria.

Gaitelgrima - La corte di Roberto il Guiscardo
Costantino l’Africano viene presentato alla corte di Roberto il Guiscardo e Sichelgaita

La vita matrimoniale con il duca Guglielmo II

Gaitelgrima era una giovane donna normanna, di bell’aspetto e dai lunghi capelli biondi. La duchessa viveva nella reggia di Castel Terracena a Salerno. Il marito di lei, il duca Guglielmo II, era ben voluto dal popolo, ma aveva un carattere abbastanza debole per governare. Diventato duca appena trentenne, Guglielmo ebbe la malaugurata idea di far erigere il proprio mausoleo funebre nel quadriportico della Cattedrale di Salerno, costruita dal Guiscardo. Il monumento mortuario non fu di buon auspicio.
Infatti, dopo qualche anno, il 4 agosto 1127 , il duca morì improvvisamente, forse per una congiura dei feudatari oppure per morte naturale. Guglielmo lasciò la moglie Gaitelgrima nel dolore e il ducato privo di eredi. Infatti, dopo quattordici anni di matrimonio, Guglielmo II e Gaitelgrima non avevano avuto figli e il ducato passò nelle mani di Ruggero II di Sicilia. Da quel momento la capitale fu Palermo.

Sepolcro Duca Guglielmo Ii
Il sepolcro di Guglielmo II duca di Puglia e Calabria nel Duomo di Salerno

La leggenda del Duomo di Salerno

La bella duchessa Gaitelgrima, distrutta dalla morte del giovane marito, recise i suoi lunghi capelli biondi e li depose sul sepolcro del suo Gugliemo. Il gesto di lutto di Gaitelgrima fu un ultimo pegno d’amore. Alcune ancelle e altre donne salernitane decisero di ripetere la stessa azione come omaggio al duca. Il sarcofago del normanno duca Guglielmo II è ancora oggi ben visibile nell’atrio del Duomo dedicato a San Matteo.

Porticato interno del Duomo di Salerno

Una leggenda narra che ogni 4 agosto, anniversario dell’evento, una farfalla dorata uscirebbe dal sarcofago e svolazzerebbe tra le colonne romane dell’atrio prima di scomparire. Quella farfalla rappresenta l’amore eterno della giovane duchessa Gaitelgrima, il cui spirito resta legato a quel luogo di straziante sofferenza. Infatti, il fantasma di Gaietelgrima rimane vicino al suo defunto marito e ripete il rito del taglio dei capelli per rinnovare il loro amore.

Gaitelgrima e i suoi capelli: leggende della Salerno normanna ultima modifica: 2020-04-21T09:00:00+02:00 da Gianni Fiorito
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