Parco Nazionale del Cilento

Il Gelbison, un monte tra magiche danze e leggende

Gelbison e Cilento

Il Cilento è una terra di miti, leggende e dicerie di ogni genere, tramandate di generazione in generazione.
Due famose leggende riguardano il monte Gelbison o Monte Sacro, la vetta che più di ogni altra ha stimolato l’immaginazione dei cilentani.

Gelbison, il monte delle fate

Una di queste narrazioni racconta che la cima del monte è popolata dalle fate.
La fata più conosciuta era la fata Serina che viveva in un castello visibile solo nelle notti di luna piena. Questo suntuoso maniero era così imponente e maestoso che era possibile vederlo perfino dalle coste più lontane. Si narra che Serina, talvolta, lasciasse il magico castello del Monte Sacro per qualche breve fuga notturna. La fata si lasciava cullare dai venti marini che sempre soffiano, dolcemente o impetuosamente, nel “Lunato Golfo” salernitano, come Gabriele D’Annunzio soleva definirlo. Serina si soffermava presso la Piana del fiume Sele. In questo luogo era possibile ammirare le fata danzare tra le colonne dei templi greci di Posidonia, insieme ad antichi guerrieri, accorsi dall’Ade per lei. L’odierna Paestum si ripopola e la Magna Grecia torna in vita.

Gelbison e Paestum, notti magiche

Gelbison e Paestum, luoghi magici della notte cilentana

Dal Gelbison delle fate all’isola delle sirene

Questa danza da Paestum volgeva verso sud, verso la baia di Castellabate alla cui punta vi è un isolotto dove riposa la sirena Leucosia. Può essere fiabesco immaginare che anche la seducente sirena di Ulisse abbia intonato qualche dolce canto al passaggio della magica danzatrice. La volteggiante passeggiata volgeva poi verso le terre del fiume Alento, simbolo dell’identità cilentana. Poi più a sud, verso il fiume Mingardo, conosciuto ai più grazie all’Eneide di Virgilio, opera che lo identifica come il mitico fiume infernale Stige.
Da Capo Palinuro la danza di Serina sinuosamente continuava in compagnia della sua magica amica Budrina, strega di origini sicule.
Ma questa è un’altra storia.

Gelbison e Licosa

Gelbison e Licosa, il Cilento di notte tra fate e sirene

Il Gelbison e i cavalieri longobardi

Un’altra leggenda racconta di due cavalieri che, nell’epoca longobarda, si trovarono a sostare davanti al sacro tempio dedicato alla Madonna sulla vetta del Monte Gelbison. Questo antico luogo appariva già allora assai suggestivo.
Infatti la bellezza del monte, il panorama infinito e cielo così vicino alla propria anima rendevano quella chiesa molto venerata. Uno dei due cavalieri decise di entrare per rendere omaggio alla Madre di Dio e si inginocchiò al Suo cospetto tenendo le mani giunte. Il compagno lo derise: un cavaliere non avrebbe dovuto abbassarsi ad un simile gesto! Neanche il tempo di terminare quella beffa che il cavallo sul quale stava viaggiando s’imbizzarrì improvvisamente, correndo furioso verso l’orlo del precipizio.
Il cavaliere spaventato implorò il perdono di Maria, supplicandola di salvargli la vita,
Di colpo il cavallo si fermò su uno spuntone di roccia, quello che ora tutti chiamano “ciampa rò cavallo”.

Gelbison e il borgo di Roscigno

Dal Gelbison a Roscigno, il Cilento di oggi tra monti e borghi ricchi di storia

Dai cavalieri alle tradizioni di oggi

A seguito di questa leggenda nacque una famosa tradizione cilentana.
Si possono esprimere desideri o trarre pronostici attraverso il lancio di sassolini o di monete dalla roccia “ciampa rò cavallo”.
Si narra che se i sassolini si fermano prima di cadere rovinosamente nel dirupo, vi sarà un futuro matrimonio, se la lanciatrice è una ragazza,
Se il tiro fortunato è stato fatto da un uomo anziano, è garantito il ritorno al santuario l’anno successivo.

Il Gelbison, un monte tra magiche danze e leggende ultima modifica: 2019-04-16T09:00:35+02:00 da Giuliana Di Giacomo

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