CUCINA TRADIZIONALE

Grazie ad Atrani sulle nostre tavole: il Sarchiapone

Atrani

 Il ”Sarchiapone” di Atrani

Il ”Sarchiapone”, a casa di mio nonno, era il cuscino lungo che si usava come paraspifferi alle finestre.
Sul territorio campano, questo termine ha diversi significati, come ad esempio l’appellattivo per persone ”non molto sveglie”. Ma ai più, sul territorio italiano, arrivò grazie a Walter Chiari e i suoi skech.
Chissà se qualcuno si è mai incuriosito a riguardo tanto da cercarne le origini o quaranta anni fa pensarono fosse solo un nome e un personaggio di fantasia.
Pensate la mia meraviglia quando pochi anni fa ho scoperto ”Il Sarchiapone” tra i piatti tipici della cucina salernitana e ho cominciato a proporlo tra gli antipasti delle cene.
La pietanza fu ideata circa cinquant’anni fa e dedicata alla Santa Maria Maddalena, patrona di Atrani. Ed è proprio in occasione della festa della Santa Patrona che in tutte le case si prepara ancora oggi questo fantastico piatto.
Il sarchiapone atranese è protagonista, tra gli altri, del libro “Note di Cucina salernitana-Storie e Ricette” di Alfonso Sarno, che ha visto la presentazione al pubblico il 16 giugno scorso, proprio nel magico borgo della Costiera Amalfitana, presso la Casa della Cultura.

Preparare il Sarchiapone

Preparare il Sarchiapone

Ricetta della tradizione salernitana

Ingredienti per 4 persone:
1 zucca lunga
200 g di carne macinata
40 g di pane raffermo
prezzemolo
un cucchiaio di mandorle tritate
due cucchiai di farina di ceci
salsa di pomodoro
sale e pepe
un bicchiere di vino bianco.

Procedimento:
Lavare la zucca lunga, pelarla per renderla più morbida e dividerla in cilindretti, calcolandone un paio a testa. Svuotare e conservare la parte interna.
Scottare pochi minuti in acqua salata e vino e lasciar raffreddare su un canovaccio, per eliminare l’acqua in eccesso.

Nel frattempo, preparare il ripieno: lavorare la carne macinata con il pane raffermo leggermente ammollato, la farina di mandorle, la parte bianca interna della zucchina, il prezzemolo tritato, sale e pepe, fino ad ottenere un composto omogeneo con il quale farcire i cilindretti.

Consiglio: Vi servirà un cucchiaino, la zucchetta ha la bocca stretta e l’operazione è leggermente delicata, se non siete una nonna di Atrani

In costiera, esistono diverse versioni del ripieno, ad esempio col pesce, con la ricotta o con le uova sode.

Sostituire la carne con 200 gr di soia sbollentata e tritata garantirà lo stesso risultato, per chi volesse provare una versione innovativa e più sana.

A questo punto, preparare una pastella densa con la farina di ceci e acqua a filo e immergervi la zucchetta ripiena.
Friggere in pa
della con un filo di olio extravergine d’oliva. Ricoprire con la salsa di pomodoro e finire la cottura, lasciando amalgamare tutti i sapori.
Se asciuga troppo, aggiungere del brodo vegetale.

Mentre assaggiate, pensate che questo piatto è patrimonio dell’Unesco, godrete il doppio!

E buon appetito!

Erika V Mogavero

Autore: Erika V Mogavero

A 6 anni scrive il suo primo romanzo (nel cassetto). Cresce seguendo diverse passioni, tra cui la lettura, la scrittura, il teatro, soprattutto la natura e la psicologia, che la portano, nel 2011, a diventare operatrice di comunita’ e attivista in diverse associazioni animaliste del territorio. Nello stesso periodo, entra a far parte della redazione di ”Kaos”, ma siccome col volontariato non si mangia, si dedica sempre di più alla cucina, lavorando nei locali della movida salernitana. Vegetariana da 16 anni. Vegana da 7. Tutto questo confluisce finalmente nel 2015 in ”Veg And The City”, il suo progetto attuale.

Grazie ad Atrani sulle nostre tavole: il Sarchiapone ultima modifica: 2017-09-12T07:42:06+00:00 da Erika V Mogavero

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