CONOSCERE SALERNO

Il Paradiso Salernitano, angolo di cielo nel Duomo di Salerno

Paradiso Salernitano - Uno scorcio della Cappella Del Tesoro

L’ammiraglia delle chiese di una data diocesi è sempre la cattedrale. Per antonomasia, infatti, è il punto da cui si innerva la guida del vescovo sul suo territorio. Solitamente è in questo luogo che sono custoditi i più preziosi tesori del sentire popolare. Lo spazio in cui la Fede del popolo si fa tesoro – la cappella dei reliquiari o del tesoro, appunto – nella Cattedrale di Salerno contiene poi uno dei miracoli di cui è capace l’uomo: un affresco di sublime bellezza, il Paradiso Salernitano.

La cappella del tesoro, volta del Paradiso Salernitano

Si tratta di una saletta raccolta, di intenso gusto barocco, degno scrigno di una cittadina aperta al mare e incoronata da colline e alture. La cappella del Tesoro custodisce i doni che il popolo cattolico ha, nei secoli, forgiato con sacrificio e sentimento religioso a gloria della sua fede e del suo dio. Reliquiari di ogni foggia con resti di grandi figure del cattolicesimo si trovano qui. Ci sarebbero addirittura i capelli della vergine madre di dio ma anche il più celebrato braccio di san Matteo.

Dalla cappella Del Tesoro alcuni Reliquiari, paradiso salernitano

Il Braccio di san Matteo e il Reliquiario della Vergine

Opera terminata nella metà del Cinquecento, aveva in origine un’abside che col tempo è diventata una sorta di armadio, essendo stato chiuso con ante in legno (ben visibile nella foto pubblicata sul profilo facebook dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia sezione Salerno). È nel 1730 che l’affresco prenderà vita per mano di Filippo Pennino, mostrando ai salernitani la gioia dei beniamini che li attendono in Cielo.

Il Paradiso Salernitano

La Cappella delle Reliquie custodisce così non solo le statue d’argento portate in processione durante i festeggiamenti patronali. Vi sono anche le raffigurazioni di tutti gli altri santi che in vario modo sono legati alla tradizione salernitana. Oltre il Cristo trionfante col vessillo della croce e il Padre con lo Spirito Santo, necessario fulcro e punto focale della scena, nell’affresco sono rappresentati Caio, Ante, Fortunato, Gregorio VII – i tre martiri salernitani e il papa orgogliosamente collati dai portatori il 21 settembre -, le sante Caterina ed Agata, san Tommaso d’Aquino ed altri di altrettanta importanza. Di Caterina ed Agata sono pure conservate alcune reliquie. Il reliquiario “Braccio di sant’Agata, del Quattrocento e il reliquiario con il dito di Caterina, databile alla fine del XV secolo. Quest’ultimo reliquiario è di particolare bellezza. È una coppa cavalleresca di cristallo di rocca con anse a forma di draghi, tipica produzione delle botteghe venete.

Un particolare del Paradiso Salernitano affrescato nel Duomo di Salerno

La luce dal colore

La Cappella non ha il pregio di essere particolarmente luminosa. Ciò nonostante, la capacità del Pennino di scegliere con attenzione i colori per il suo affresco ha reso il Paradiso Salernitano una perla d’arte. Luminoso, con una sorta di doratura soffusa quasi a brillare di luce propria, l’affresco comunica libertà mentre inganna l’occhio del visitatore di essere libero di volare nell’infinito. I giochi di prospettiva, infatti, sono tanto riusciti da innalzare l’osservatore fino a farlo sentire sospeso a mezz’aria tra sé e quel paradiso. I colori non accecanti, brillano pur nella tenuità e non paiono smorti neanche nei giorni di più cupa pioggia, quando la luce balugina fioca quasi ombrosa dalle finestre.

Quando visitare e come raggiungere la Cappella del Tesoro

Il Tesoro di san Matteo fu riaperto al pubblico per iniziativa del parroco Michele Pecoraro a pochi mesi dal suo insediamento. Da allora è visitabile il 21 di ogni mese dalle 9 alle 13 circa. Per raggiungere questo angolo di Cielo basterà attraversare la sacrestia della Cattedrale, posta sulla navata sinistra.
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Jeremiah De Saint-Amour

Autore: Jeremiah De Saint-Amour

Con studi in materie giuridiche alle spalle, la mia passione è la comunicazione. Ma il giornalismo rimane, per ora, nient’altro che questo.
Amo le collaborazioni e le contaminazioni tra generi differenti di scrittura, di mezzi di comunicazione, di idee. Se hai qualche proposta, contattami pure!

«Jeremiah de Saint-Amour amava la vita con una passione senza senso, amava il mare e l’amore, amava il suo cane e lei, e a mano a mano che il giorno si era avvicinato aveva ceduto alla disperazione, come se la sua morte non fosse stata una decisione sua ma un destino inesorabile.
(…) Era inevitabile: l’odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati».

Il Paradiso Salernitano, angolo di cielo nel Duomo di Salerno ultima modifica: 2019-05-01T09:00:16+02:00 da Jeremiah De Saint-Amour

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