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CUCINA TRADIZIONALE

Tavola di Natale? Partiamo dal dolce

tavola di Natale: struffoli

Tavola di Natale? E subito si pensa alle tante cose buone che si potranno mangiare. Il pranzo è di certo fra i più ricchi dell’anno. dall’antipasto al dolce, i campani sanno bene quale sarà il menù. Nel salernitanto e nel Cilento in particolare, la gastronomia del Natale riserva ampi spazi alla parte finale. Parliamo del dolce chiaramente. Quello che si affida ad una antica tradizione tramandata da secoli.

Cosa si mangia a Natale?

E qui ha inizio il nostro viaggio attraverso i sapori. Fin dai tempi passati, anche le famiglie più modeste, cercavano di rendere il pranzo di Natale un qualcosa di speciale. È preparato nel rispetto della tradizione e soprattutto esaltando i sacrifici fatti nelle proprie terre. Così, le conserve migliori, ma anche le ultime preparate, imbandivano la tavola di Natale. Le carni? Si sa non venivano mangiate spesso ma qualche sacrificio si faceva per far in modo che non mancassero per il pranzo del 25 dicembre. Dai salumi come portata iniziale, accompagnati dalle zeppole di acciughe. Ai densi ragù fino ai sostanziosi secondi. La tavola di Natale rispecchiava forse un’abbondanza che non sempre c’era. Tuttavia, anche il più magro raccolto poteva essere rianimato dalla sapienza di un tempo. Si cercava sempre di mettere da parte qualcosa per il Natale. E come si concludeva questo ricco pasto? Con i dolci più tipici.

Struff
lavorazione delgi struffoli (foto Giuseppe Conte)

Tavola di Natale: gli struffoli

Tra le preparazioni partenopee meglio note al mondo, di certo ci sono gli struffoli. La caratteristica forma tondeggiante dei singoli pezzi di pasta che compongono il prodotto finale, è in qualche modo l’attestato di originalità. Pare che il nome tragga origine proprio da questa sua particolarità. Nelle regioni limitrofe alla Campania ne esistono diverse varianti, sia nella forma che nella sostanza. In Basilicata e in parte della Calabria, per esempio, troviamo spesso la ‘cicerata’ o la ‘cicirata’, con dimensioni simili ma, con una forma diversa, più allungata e meno sferica. La ‘cicerchiata’, invece, è un dolce tipico del carnevale in Abruzzo, Molise e Marche. È evidente come da una base comune un unico piatto abbia ereditato le influenze più antiche seppur ben adattandosi alle realtà territoriali. Dopo la fase della mielatura, vengono modellati generalmente a forma di ciambella. Decorati a fantasia fanno bella mostra sulla tavola di Natale.

Tavola Di Natale Decorazioni
decorazioni (foto Giuseppe Conte)

Sulla tavola di Natale i calzoncelli

I calzoncelli, generalmente richiamano un dolce del periodo natalizio. Il ripieno è quasi sempre incardinato intorno alle castagne. Tuttavia, anche nel solo salernitano, le varianti sono molteplici. Ed interessano anche il nome. Nel Cilento, in particolare, si ha una sfumatura onomastica davvero straordinaria. Alla base della sfoglia troviamo uova, burro, farina a cui vanno aggiunti pochi altri ingredienti. La farcia, invece, anche qui ha come ingrediente principale la castagna. La dolcezza è data dal cioccolato e dallo zucchero mentre l’aromaticità dalla buccia grattugiata di un mandarino. Le pastorelle, debitamente lavorate, assumeranno una forma di stella intagliando i bordi e ripiegandoli su se stessi in modo alterno. Ultimata la cottura, che avviene friggendole in olio, si lasciano raffreddare e si cospargono con miele. In zone più o meno distanti dal Cilento assumono forme ben diverse e talvolta variano anche gli ingredienti. Rimane comune in modo marcato la presenza delle castagne.

Tavola di Natale? Partiamo dal dolce ultima modifica: 2019-12-20T09:00:00+01:00 da Giuseppe Conte
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