CURIOSITÀ

La Torretta di Cetara: la spiaggia del Lannio

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La Torretta di Cetara è senza dubbio una delle mete estive più ambite, specialmente per i giovani. Sebbene sia un fazzoletto di terra, come d’altronde quasi la maggior parte delle coste della nostra Costiera Amalfitana, raccoglie un gran numero di persone. Personalmente, l’orario migliore per visitarla e godersi il sole è la mattina presto. L’acqua è limpida e la solitudine del posto porta pace all’anima beata. Ma c’è molto di più.

La Torretta: il lamento di una leggenda

Il nome della Torretta di Cetara ha una storia un po’ macabra alle spalle, nonostante la sua bellezza eterea. Da tutti chiamata La Torretta, in pochi conoscono l’origine leggendaria del nome, infatti la spiaggia prende il nome di spiaggia del Lannio, traduzione in dialetto della parola lamento. Le sue origini si fanno risalire all’epoca a cavallo tra il XIX e il XX secolo in quanto si udivano spesso dei lamenti mostruosi che provenivano dalla spiaggia. Fortunatamente, un uomo arguto fece delle ricerche sulla spiaggia e sui territori circostanti e si rese conto che vi erano delle ossa ancora in superficie. Quando si decise di dargli una sepoltura, le urla cessarono e l’anima in pena poté finalmente trovare pace, lasciando il posto alla gioia e alla tranquillità della spiaggia della Torretta.

Spiaggia della Torretta di Cetara

Le anime dannate che infestavano la Torretta

Secondo altre leggende, non si trattava solamente di un’anima in pena, ma di molte di più. Infatti, narra un’altra leggenda che alcuni pirati dei paesi arabi assaltarono la costa della Torretta e costrinsero i marinai a convertirsi con maniere brutali. Non tutti però si arresero a tanta violenza: alcuni dei monaci del posto riuscirono a scappare dalla furia mortale dei pirati e si nascosero in una grotta. Sfortunatamente, la sorte era a loro avversa e, infine, vennero scoperti ed uccisi. Secondo la leggenda, infatti, i lamenti assomigliavano ai canti dei monaci che, sorretti da una fede viscerale, non lasciarono che i pirati scalfissero le loro anime. Sebbene si tratti di una leggenda, i luoghi della Costiera Amalfitana sono caratterizzati proprio da anfratti e coste mistiche, circondati da un’aura di mistero che dà loro lustro.

Torretta - Vista della Costiera Amalfitana

Cetara: il locus amoenus dei pescatori dal nome costiero

Anche se la spiaggia della Torretta conserva una storia inquietante, non si può fare a meno che ammirarla per ore, tentando di coglierne ogni sfaccettatura. Tra i posti più belli della costiera, si potrebbe forse azzardare a dire che Cetara è sul podio dei vincitori. Anche se, ovviamente, fare una scelta è estremamente difficile. Da sempre un paese di pescatori, anche nel suo stesso nome vi è l’amore per la pesca. Deriva, infatti, dalla parola tonnara, che in latino si diceva Cetaria. Ma il suo nome potrebbe anche derivare dal legame che ancora oggi ha con uno dei prodotti tipici delle nostre terre: il limone della costiera. A prescindere da quale leggenda si preferisca o abbia più credito, però, la bellezza di Cetara, il suo odore salmastro, la spiaggia affascinante della Torretta e il paesino incantato rimarranno per sempre nei nostri cuori.

Elena Morrone

Autore: Elena Morrone

Elena Morrone, nata nel 1995 a Salerno, ha frequentato il Liceo Classico di Salerno Torquato Tasso, dove ha diretto il giornalino scolastico Kaos. Dopo essersi diplomata si è iscritta all’Università di Salerno alla facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Ora sta proseguendo gli studi presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, con il corso magistrale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa. Ha collaborato con numerosi giornali online, occupandosi di vari settori, dal cinema alla politica. Il suo hobby preferito, vedere film e serie tv, si è trasposto anche nella partecipazione per sette anni consecutivi al Giffoni Film Festival come giurata e, nel 2018, ha partecipato alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia.
La Torretta di Cetara: la spiaggia del Lannio ultima modifica: 2019-07-09T09:01:52+02:00 da Elena Morrone

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